Il sogno è realtà e la realtà è sogno. Il ventre squarciato da un pugnale, fa male la mattina appena sveglia. Nella bocca sento il sapore dell'aria di mare, quasi fossi seduta faccia a faccia col tramonto, i volti di granito mi guardano negli occhi. Parole, pensieri, "pensieri e parole", "l'amore mio è roccia ormai e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai" basta pensarci e bussa alla porta, il vento, mi tende la mano e sorride. Amore raro, amore amaro, amare male, amare e basta confusione nella testa, se non divieni te stesso che cosa ti resta? Il vuoto è estensione priva di materia, quindi di estensione. Paradosso. Bara d'ossa. 206 ossa nel corpo. Fotografo la morte, alberi fatti a pezzi. Non cola sangue, si espande l'energia, la conoscenza, la purezza. Quando un albero muore il suo spirito si disperde nell'aria, è magia trasparente, impercettibile. Sogni premonitori, sogni angoscianti, sogni che sono incubi, incubi che sono realtà. Con queste mani so fare solo acchiappasogni. Acchiappa sogni. Staccato non me lo segna come errore. Staccato non mi piace. Comunque, per acchiappare i sogni cosa si intende? Far sì che le notti fluiscano serene, colme di energia positiva e "sogni d'oro"? O trattenere i bei sogni perché si sperimentino solo incubi? Perché, voglio dire, quell'aggeggio è poi una ragnatela, no? E nelle ragnatele si incastrano gli insetti per poi essere divorati dai ragni. Perciò, in quelli appesi al muro si incastrano i sogni oppure gli incubi? Perché con me non funziona proprio alla grande. Però il mio acchiappasogni è un albero, l'ho fatto dove la mia anima si sentiva a casa. Vorrei essere un albero. E' possibile che sia stata un albero in una qualche vita precedente? Mi piace credere alla metempsicosi. Siamo anime girovaghe o responsabili? A volte sento la mancanza di posti che sotto questa forma non ho mai visto, eppure so di essere stata lì, perché li sento sotto la pelle, così intensamente. Non può fermarsi tutto così, con la morte. Troppo semplice per il pungente umorismo universale. Noi non siamo questo corpo, siamo anche questo corpo, ma non solo questo corpo. E così, se questo corpo muore è solo una parte di noi ad andarsene, ma, primo principio della termodinamica, l'energia non si crea né si distrugge, si trasforma e noi siamo energia. Dentro questo corpo c'è energia. E io la sento. Perciò sì, quei luoghi che mi mancano, per cui piango ogni tanto, che mai ho visto né vissuto con questo corpo qui, io li conosco. Ci sono stata in un altra forma. Pongo domande, cerco risposte, le risposte cercano me. Ci incontreremo mai? Troverò l'armonia? Perché se non c'è pace dentro me, come posso trasmetterla al di fuori? Non si può fare. Io so come trovare la pace, a dire il vero. Conosco la mia pillola rossa. La vita autentica, immersa nella natura, fino a prendere i colori del sole e della terra, fino a confondermi tra i rami e le onde del mare. Deus sive Natura. Dio ovvero la Natura. Dio è la Natura. Percepire tutta questa energia, luminosa e oscura, è pesante. E' questa pesantezza che mi renderà leggera, così sia. Sono pronta. Da questa notte sono pronta. Dammi un bacio, dolce Luna, è molto tempo che ci scrutiamo, che ci sfioriamo, non ero pronta, ma ora lo sono, pronta a sentirti davvero. L'altra notte mi hanno chiesto se fossi una fatina dei boschi. Sono troppo goffa per essere una fatina, anche per essere una ninfa della foresta, ma forse, chissà, la prossima volta. Quante cose ho da imparare, alla fine mi renderò conto di non sapere nulla. Tutto è niente, niente è tutto. La realtà è sogno e il sogno è realtà.











