Post-datati
Dovrei imparare dai miei stessi blog, pieni zeppi di vecchie parole che nessuno legge più. Dovrei imparare che possono passare anche in tanti, ma solo pochi ti ascoltano e di questi, pochissimi hanno voglia di provare a comprenderti. Dovrei ricordarmi che le parole di ieri mantengono un loro valore solo se diventano letteratura, sennò rimarranno spazzatura; e nella spazzatura è sempre meglio non frugare. E poi dovrei capire, una volta per tutte, che è già tanto capirsi da soli: perché mai, allora, pretendere di essere capiti anche dagli altri?
Non è una riflessione triste e neppure amara. Qui parlo di scrivere per sé stessi e di essere letti poi, in tempi diversi, spesso da un gruppuscolo eterogeneo di semisconosciuti: non bisogna prendersela. Altre forme di comunicazione più intime - che ci regalano un’illusione più forte e realistica del capirsi - sono certamente più vive e importanti, più belle e insieme più pericolose. Scrivere non mi angoscia più come un tempo. Prendi qualcosa che ti piace fare, liberala da ogni possibile fine: diventerà serena, balsamica, senz’ansia né paure; e ci ritroverai dentro il senso antico del gioco.















