Venerdì, Novembre 17, 2006
C'è un cielo grigio stamani, un lago impercettibile, dello stesso colore lattiginoso del cielo.
C'è una barca sospesa nel nulla dal finestrino del treno, mi sfila davanti con la stessa consistenza di un sogno, un ombra grigia nel mare fumoso della nebbia del mattino.
C'era una donna magra e affascinante l'altra notte sul treno, dalle gambe perfette, minuta e incazzata, dall'autostima ridotta ad un sospiro dopo una giornata di lavoro.
C'era un vecchio con la vita racchiusa in poche carte dentro alcune buste di plastica nel treno l'altro pomeriggio, era seduto alieno su di un sedile imbottito, mesto e conscio di essere un pò fuori posto, un unico sorriso tra gli occhi gonfi sul punto di sbottare mentre gira e rigira fogli di quaderno con la grafia di un bimbo, un unico sorriso, mentre rifiuta con estrema gentilezza la caramella che gli offro dal pacchetto.
C'era la ragazza succube della moda, con quel cappellino dalla scritta luccicosa, il decollete generoso su di un seno piccolo e bello, agitava nervosa le mani scendendo in ogni stazione a fumare un morso di sigaretta tra un saliscendi di persone.
C'è una suoneria psicopatica che squilla e risquilla, c'è il non riuscire a dormire, c'è il sentire i cazzi di tutti anche non volendo.
C'era un vecchio numero di topolino, una bottiglia d'acqua ed un panino schifoso che ancora stento a digerire a farmi compagnia.
C'è una vecchia promessa ed una canzone che mi gira in testa durante il viaggio.
Avevo promesso, un giorno di molti anni fa, di aiutare una cara amica se ne avessi avuto possibilità, ed ora è giunto il momento di mantener fede a quel proposito. Il suo primo CD mi è arrivato poco prima di partire, un ascolto veloce per rendermi conto se il potere della voce ancora l'accompagna, fugge quasi inascoltato mentre faccio quei pochi chilometri fino alla stazione, poi la voce si fa suadente e ipnotica ed il mondo si scioglie, i ricordi si fanno mossi e monta la marea: "L'eco di un tempo lontano arriva battendo attraverso la sabbia e tutto è verde e sottomarino"
Echoes (Pink Floyd)
Overhead the albatross hangs motionless upon the air
And deep beneath the rolling waves
In labyrinths of coral caves
The echo of a distant time
Comes willowing across the sand
And everything is green and submarine
And no-one showed us to the land
And no-one knows the where or whys
But something stirs and something tries
And starts to climb towards the light
Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you and what I see is me
And do I take you by the hand
And lead you through the land
And help me understand the best I can
And no-one calls us to move on
And no-one forces down our eyes
And no-one speaks and no-one tries
And no-one flies around the sun
Cloudless every day you fall upon my waking eyes
Inviting and inciting me to rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning
And no-one sings me lullabies
And no-one makes me close my eyes
And so I throw the windows wide
And call to you across the sky
"...e nessuno ci chiama per andare avanti", ed allora io urlo più forte sperando che poi qualcuno chiami, è tutto ciò che posso sorellina, ma lo faccio di cuore.
C'è un pallido sole che fa capolino tra le nuvole al mio arrivo a Roma, c'è un treno carico di pendolari chiassosi e rompicoglioni ad attendermi con storie di corna, di "...c'ho un cazzo così!", "...l'ho scopata così...", "..vaffanculo, cazzo voi???", storie non richieste e che mi devo sorbire mordendomi la lingua per non ribattere alla vagonata di cazzate che sento, e mentre monta la marea della mia intolleranza chiudo gli occhi sonnecchiando e mi canto una ninna nanna:
"Overhead the albatross hangs motionless upon the air, and deep beneath the rolling waves, in labyrinths of coral caves, the echo of a distant time comes willowing across the sand and everything is green and submarine...."
caduto da AElfwine alle ore 01:31
Ritrovare vecchi post di vecchi blog che non esistono più su di un archivio online, perdersi a rileggersi, a riscoprirsi ed ora a riascoltare. Dio che buon sapore può avere a volte.