Traición: Que le cante la misma canción que te cantaba a ti, a ella.
Vacíos.
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Traición: Que le cante la misma canción que te cantaba a ti, a ella.
Vacíos.
Un día más donde te extraño y el silencio me fragmenta.
Dayanna Ortega
Cuando te diga que no te hará daño, prepárate, porque si lo hará.
Vacíos
FCAB lamenta accidente fatal en Calama
2 enero, 2021 Hacia las 15:12 horas del sábado 2 de enero, un joven aún sin identificar se lanzó a la vía férrea en la intersección de las avenidas Grau con Balmaceda frente al nuevo Hospital Dr. Carlos Cisterna, cuando se aproximaba el paso del tren de sur a norte. Resultado de esta acción, el hombre perdió la vida. Inmediatamente la empresa siguió los protocolos de rigor, poniendo en…
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{ ᴇʜɪ, ᴍᴄᴅᴏɴᴀʟᴅ- nightmare?}
❝ Brutto sogno? ❞ La voce soffocata di una delle compagne di dormitorio avvolta tra le coperte le preme contro l'orecchio, Natalie è seduta al centro del letto, sudata, le guance rosse, il respiro pesante. /Niente/, in confronto a quando si sveglia-avrebbe voluto risponderle. Non aveva riconosciuto la voce, al sonno piaceva cambiare i lineamenti del timbro e lei era ancora troppo confusa per prestare realmente attenzione. ❝ Perdevamo il campionato- ❞ mente, imitando l'inizio di un risolino ❝ Mi sono svegliata mentre quella superpluffa di Sweaters di Serpeverde mi stava per cadere addosso- ❞ Un mormorio rassicurato. Rassicurante quel silenzio. Curva la schiena al fine di poggiare il mento sulle ginocchia ossute, le mani intrecciate tra loro attorno alle caviglie, inizia al fissare il vuoto, lo stesso che fissava quasi ogni notte. Era sempre la stessa storia. Chiudeva gli occhi e le si disegnava il viso di suo padre, inseguiva con lo sguardo il suo sorriso, poi pian piano l'immagine si schiariva e i contorni diventavano più delineati: riusciva a distinguere l'incurvatura del naso, gli zigomi scavati, la peluria sul mento e, dal buio, accanto a lui, in un vortice di stelle si nascondeva sua madre, che poi si spogliava dell'uragano di meteore che la inseguiva e prendeva a danzare con lui. Non era leggiadra, non era ancora stato costruito un termite abbastanza idoneo per descriverla; forse eterea ci si avvicinava. Non aveva di certo bisogno di chiamarli, no. Urlare i loro nomi avrebbe distrutto l'atmosfera. Natalie restava ad osservare da lontano la felicità che le era stata strappata. Le sembravano ore e loro danzavano e ridevano e sorridevano e si accarezzavano e si sentiva quasi un'intrusa nella loro intimità. Poi però si voltavano e si accorgevano di /lei/. Si illuminavano e si avvicinavano e iniziavano a sfiorarla, ad abbracciarla, a stringerla, la trascinavano in pista e la facevano girare e girare e girare, tanto che le mancava il fiato, e poi suo padre l'accoglieva tra le braccia ed era così leggera che in aria volava, poi ritornava tra le sue braccia e tutto diventava così reale, così vero, che riusciva a sentire il profumo dei capelli aurei di sua madre, mentre le strofinava il naso contro il collo, dietro l'orecchio. E proprio mentre la ragazzina iniziava a /credere/ che fosse tutto vero. Che loro erano lì, con lei. Che la amavano. Che non erano morti, che era stato tutto un dannato incubo e che finalmente era sveglia-ecco, esattamente in quel momento, le due figure sparivano, diventavano prima fumo e poi polvere, polvere che cadeva addosso alla ragazza che cercava di scrollarsela via a tutti costi, ancora e ancora, gli occhi umidi, confusa, stranita, impaurita, eppure, nonostante gli sforzi, continuava a pioverle addosso, grigia, a non andarsene, a restare appiccicata sulla pelle, ad annebbiarle gli occhi, le riempiva la bocca e scendeva lungo la trachea, poteva sentire i polmoni fischiare in cerca di aiuto, il sapore della cenere tra denti e palato. E si svegliava. Si svegliava con un urlo che non riusciva mai a superare la gola. ꜱɪ ꜱᴠᴇɢʟɪᴀᴠᴀ ᴄᴏɴ ʟᴇ ɪᴍᴩʀᴏɴᴛᴇ ᴅᴇɪ ɢᴇɴɪᴛᴏʀɪ ꜱᴜʟʟᴇ ʙʀᴀᴄᴄɪᴀ ᴇ qᴜᴇʟʟᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ᴄᴇɴᴇʀᴇ ꜱᴜʟ ᴄᴜᴏʀᴇ.
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