“Mark Zuckemberg, proprietario dei maggiori social network utilizzati (Facebook, Instagram, Whatsapp) vede la realtà virtuale come base portante per il futuro, escludendo risvolti negativi legati all’isolamento già causa di forte dibattito con i soli social network: “La verità è che la nostra realtà ha dei limiti — posti in cui non possiamo andare, persone che non possiamo vedere, cose che non possiamo fare. Rendere disponibili più esperienze a ciascuno di noi non isola, ma libera”. Nell’autunno del 2017 Zuckemberg ha annunciato il lancio di Facebook Spaces, piattaforma che trasporta Facebook all'interno della realtà virtuale e nel quale, attraverso il proprio avatar, è possibile interagire con i propri amici anche a kilometri di distanza. Un po' come hanno immaginato Charlie Brooker e Kanaq Huq in quello che è diventato il secondo episodio della prima serie di Black Mirror, 15 milioni di celebrità (2011), è possibile infatti creare un proprio clone digitale, personalizzandolo a proprio piacimento, per interfacciarsi con gli avatar dei propri contatti/amici ed insieme a loro “disegnare nell'aria, guardare video, immagini, addirittura scattare selfie utilizzando un bastoncino virtuale”: una vera e propria trasposizione di quelle che sono attività reali ma all'interno di un mondo virtuale. Proprio come nella serie tv britannica le attività virtuali saranno contrassegnate da pause e scritte pubblicitarie che tappezzeranno lo sfondo dell'ambiente immersivo.”
Viviana Vitale, Stereo-visioni. La terza dimensione dallo stereoscopio alla realtà virtuale, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, novembre 2017