Fandom: Miraculous, Tales of Ladybug and Chat Noir
Pairing: Adrinette (Adrien x Marinette) / Lukanette (Luka x Adrien) / Lukadrien (Luka x Adrien)
Prompt: Bromance (pumpFIC)
Other tags: fluff, love triangle, confusion, poor ***
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Salve a tutti, purtroppo con questa sono arrivata davveeero in ritardo!! Ma non temete, anche oggi troverò del tempo per scrivere quella del settimo giorno!
Comunque, questa fic è uscita un po’ così, voglio dire, la prima cosa che ho pensato con “Bromance” era Lukadrien.
Trama: Una cena, un triangolo amoroso, e un terzo incomodo.
Come fosse finita in quella situazione… se qualcuno glielo avesse chiesto, Marinette avrebbe semplicemente risposto sottolineando la sua sfortuna cronica che, in quel campo, si faceva sentire in modo particolarmente evidente.
Nel bel mezzo delle vacanze estive, la classe aveva deciso di organizzare un incontro, o meglio, una cena invitando una cerchia ristretta tra compagni di scuola e amici.
Juleka dunque ne aveva approfittato per invitare Luka, sapendo che molti, Marinette compresa, andavano molto d’accordo con il fratello.
La notte prestabilita era giunta, e Marinette, come al suo solito - malgrado fosse stata causa di un’akuma -, era arrivata in ritardo.
I suoi compagni avevano occupato tutti un posto, lasciandole la possibilità di scegliere se sedersi direttamente accanto a Luka, o se tenere una sedia di distacco con lui e occupare l’altra.
Ma non aveva nulla contro di lui e, anzi, era consapevole della cotta che lui aveva preso per lei, quindi si limitò ad approcciare il tavolo, a salutare con un ampio gesto della mano tutti i presenti, e a intraprendere una discussione con il ragazzo riguardo una canzone che questo stava scrivendo in memoria delle molteplici occasioni in cui loro due si erano incontrati.
A quell’ammissione tanto balda, Marinette sorrise, spostando il suo sguardo altrove non appena riconobbe il familiare calore al volto; nel fare ciò, però, i suoi occhi si posarono sull’ingresso principale dell’edificio ove, sulla soglia della porta, riconobbe subito la massa di capelli biondi che ormai conosceva quasi pelo per pelo.
Lo vide avvicinarsi e la realtà attorno a lei sembrò rallentare, lasciandole il tempo di interrogarsi su quale fosse la probabilità che Adrien avesse un qualche appuntamento lì, a quella stessa ora.
Quando, invece, lo vide approcciare l’unica sedia rimasta libera, ovvero quella accanto a lei, Marinette poté udire il suo cuore battere contro la gabbia toracica con più violenza e si ritrovò a pochi passi dallo svenire, sorretta solo dallo schienale della sedia e dall’idea di non fare figuracce davanti ai due ragazzi – e alla sua intera classe.
- Ciao Mari, ciao Luka - disse questi, regalando ad entrambi un sorriso sincero mentre prendeva posto, non notando il sorriso lascivo trattenuto appena dalla ragazza al suono del suo nomignolo.
Il suo voltò continuò a deformarsi finché non perse completamente il controllo della sua espressione facciale, ritrovandosi a fissare il biondo con più determinatezza di quanto intendesse.
- Ehi Marinette - la richiamò all’improvviso la voce di Luka, costringendola a voltarsi - È un abito stupendo! -
Lei sorrise imbarazzata, arrotolando con fare nervoso una ciocca ribelle attorno al dito – L-L’ho fatto io -
- Davvero? - disse sorpreso Adrien, puntando – innocentemente – lo sguardo sul suo corpo avvolto dalla seta color rosso e fissandolo per un tempo sufficiente abbastanza per farla quasi svenire - Ma è fantastico! Sei bravissima. -
Non contento, aggiunse - Dovresti farlo vedere a mio padre -
A quello, Marinette sussultò sul corpo, sorpresa sia che la sua cotta si stesse direttamente complimentando con lei, sia che fosse talmente colpito dal suo progetto, da proporgli di chiedere il parere di uno stilista tanto esperto quanto Gabriel Agreste!
- C-Che dici? Voglio dire, sei grandioso! Cioè! Sarebbe grandioso, se potessi chiedere a tuo padre -
- Qual è il problema? Magari un giorno lo sostituirai. - aggiunse entusiasta per il possibile successo della sua compagna.
Marinette chinò completamente il capo, fissando le mani strette in grembo attorno alla seta rossa, finché una mano sulla spalla richiamò la sua attenzione, portandola ad incrociare lo sguardo con quello sicuro e profondo di Luka - Puoi riuscirci senza problemi. Mi hai sempre incoraggiato, quindi ora fa lo stesso con te. -
- Anche tu hai un grande talento con la chitarra - disse Adrien, ricordando le circostanze in cui si erano incontrati, prima che arrivasse un’allerta akuma, si intende.
- Dovresti partecipare a qualche talent show -
Luka lo guardò, sorridendo - Non ci ho mai pensato. -
- E dovresti! Non è da tutti suonare la chitarra in quel modo. -
- Prenderò in considerazione il tuo suggerimento, allora. -
Adrien annuì, voltandosi verso la tavola ove una cameriera aveva appena posato alcuni piatti di antipasti - Luka, qual è il tuo cibo preferito? -
- Pesce? Perché vivi in una nave? - sorrise lui, sussultando quando comprese di aver usato lo stesso tono ironico di quando era nei panni di Chat Noir.
- Volevo dire… Non volevo offenderti… -
Luka sorrise sinceramente, scuotendo il capo - Nessuna offesa presa. Anzi, è bello avere un lato spiritoso. -
- Hai un cibo preferito? -
Adrien ridacchiò, portando indietro il capo - Dolci. Amo dolci di qualunque tipo: biscotti, brioche, croissont… -
- Allora la prossima volta ti farò assaggiare i pasticcini di mia mamma. -
Dopo quelle parole, entrambi, sorriso stampato sul volto, rivolsero la propria attenzione sul tavolo, ora pieno di stuzzichini e antipasti, augurando a tutti una buona cena.
Marinette, rimasta interdetta ad ascoltare il loro continuo scambio di battute, poteva solo chiedersi come era stato possibile che, in meno di due minuti, la sua posizione fosse cambiata dal doversi dividere in due per parlare ad entrambi, al diventare il terzo incomodo.