Spero ora vi sia tutto più chiaro. Non sul mondo, ma su Lannutti, senatore della Repubblica.
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Spero ora vi sia tutto più chiaro. Non sul mondo, ma su Lannutti, senatore della Repubblica.
‹‹Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno; ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. È proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare; amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta: “Ti odierò, se posso; se no, t’amerò contro voglia.” ››
Ascesa al Monte Ventoso, F. Petrarca
Girotondo, gira il mondo e adesso casco giù e non mi rialzo più.
Fermi tutti. Sta andando tutto troppo velocemente e io non ci sto capendo niente. Oppure sono io che vado a rallentatore e non me ne accorgo. Resta il fatto che sento una sensazione di sfasamento terribile. Ora mi fermo un attimo, mi sdraio per terra e aspetto che la terra si fermi un attimo, così che possa riprendere fiato e poi continuare. Ah, dite che non si può. E allora come faccio?
Roberta Bruzzone, misterioso sfogo su Garlasco: "Deliranti, farneticazioni"
i guess i'll never really become myself as long as i live in these lame white walls. they'll keep throwing darts at all my fingers so effortlessly that they don't even notice, and then they'll get shocked when I don't want to caress their heads. do they want their hair to get all tangled? unfortunately it's a learned trait, one that will hopefully die with them and their darts collection. at least i hope so. my aim is terrible.
i guess i'm tossin', and turnin'!!! i'm decomposing in here. every day that passes i feel a little more like a dead plant than the one before. the chair stinks so hard yet i wish i didn't have to constantly get up and down for that, of all things. i want to take every single one of those silly cardboard boxes that get past the gates every 30 minutes and smash them so hard i'll scare their younger cousins away.
i don't know where to clean,, i have to make my mind up. between my rubbish'n psychic puke!!! i can't read anymore, i don't understand any single sentence in there. i'd fill your silly little phones with complaints if i had no regards for your personal time. i can't do everything on my own here. legal babble is like a lifted truck for bald men who think crossing their arms is a sign of power. pig latin and a love for fancy black ties. i want the wiggly cursive back
at last! a gentle lady taught me that i'm a plant, yet not an entirely dead one. plants actually hate your basic empty void thing and Marie Kondo ruined an entire generation of moms. plants hoard and try to fill their grave with water to hang out with their plushies a bit more than planned because if i have to plant my roots here i want to sing and make a little silly cave with my little silly roommates i saved from various poorly lit basements. it's going well, i'll become a very nice tree and the broadcast poster will love it for sure. i need to hug tigger again and let him tell me that i'm actually doing good. the darts are lying and deep down i know they are but it's hard to admit. my little cave is very good and it will follow me inside new wall mazes whenever that'll have to happen. let's have a toast for the colourful walls cause we're going to fucking obliterate this mediocrity void. keep on drivin'!! and be the plant you deserve to be
Lumachina va lenta lenta.. Affronta un passo alla volta! Lei è consapevole che la vita è un cerchio che gira. Una serie di cicli che si completano. È un po' come attraversare milioni di stagioni, sempre, costantemente. C'è il buio, poi il sentimento di rinascita, la luce, e poi ancora buio. A volte immagino di avere tra le mani il rullino della mia vita. Se si potesse scegliere un super potere, vorrei senz'altro navigare nel tempo e nello spazio. Rivivere k momenti con la consapevolezza di poi. Rispondere in quella discussione in cui ero rimasta di sasso. Non fare quella cazzata. Avere più fiducia in me. Ma sono ovviamente tutte farneticazioni. Il sogno non è altro che il metodo più semplice per rendere più accettabile la realtà. Che poi è lì che risiede il segreto. Accettazione.
Ma come osano? Ancora con questi accostamenti farneticanti che sono un insulto alla storia, alla memoria e alla civiltà. L'indignazione dovremmo provarla tutti, non solo la comunità ebraica. E dovremmo anche manifestarla. Queste non sono goliardate da sottovalutare ma il segno che pessimi semi sono germogliati infestando, contaminando e guastando cuori e cervelli. #marellagiovannelli #indignazione #farneticazioni #comunitaebraica #jewishworld #novara #protesta #vergogna #vergognatevi https://www.instagram.com/p/CVtJWLRtLqv/?utm_medium=tumblr
Mi scusi, mi scusino! Mi scusi come parlo Il mio Italiano non ha fatto molta strada Me la cavo un po' così Non intendo offenderla L'accento - quello no, non se ne va.
C’è solo una lingua in cui sono veramente fluente. La mia lingua. Non è l’italiano, ma neanche l’inglese, il tedesco o altre lingue di questo genere. Ne conosco un paio, di queste lingue; in alcune di esse me la cavo abbastanza bene, in realtà. Ad esempio, capisco quasi sempre il senso generale di un discorso quando qualcuno mi parla in italiano. E sono anche capace di risponderle, a questa persona. Darle una risposta che sia coerente a ciò che mi ha appena detto, e che magari contenga pure qualche gioco di parole scanzonato che la faccia divertire. Nel caso io reputi questa persona particolarmente importante per me, beh, potrei pure aggiungerci qualche parolina dolce, oppure rendere più evidente il fatto che stia parlando in una lingua di un mondo che non mi appartiene, facendo trasparire un tono disgustosamente fin troppo mio, ovvero molto più affettuoso. Un’aggiunta superflua, un sollecito che mi ricorda sempre come il mio cervello alieno senta la costante necessità di ricordare in ogni momento alle persone care quanto io tenga a loro. Questa particolarità del mio parlato - questo accento, derivato dalla mia lingua madre - nasce dalle migliori delle intenzioni ed è colmo di sincerità, ma arriva spesso a portate morbose. Un accento molto marcato, per alcuni insopportabile.
Mi scusi la lingua, la parlata Scusi Il mio italiano È ancora giovane e inesperto È che va cosi, si perde un po' sperduto Sul serio: L'accento, quello no. Non se ne va. Non se ne va.
Questo mio accento ha una peculiarità non da poco; più una persona si abitua al suo suono, più diventa forte, come se volesse per qualche ragione vedere fino a che punto questa persona riesce a sopportarlo prima di arrendersi e chiudere la conversazione, come hanno fatto tutti coloro che non lo hanno mai digerito a prescindere.
Kann ich in einer anderen Sprache küssen? Tenere a freno la lingua Habe ich weiche Knie? La gambe mi fanno Giacomo Giacomo Wer bin ich, der in meinem Körper singt das Lied?
Faccio del mio meglio, ma mi è praticamente impossibile togliermi di dosso quel maledetto accento. Tuttavia, se devo essere sincera, ho imparato anche ad apprezzarlo, nella maggior parte dei casi. Fa parte della lingua che ho sempre parlato dalla nascita, l’unica di cui riesco veramente a capire ogni sfaccettatura - è un peccato che io non sia ancora riuscita a trovare un modo per tradurre ciò che voglio dire dalla mia lingua madre all’italiano, senza perdere nessun dettaglio della frase originale; senza dover reprimere quell’accento che tanto apprezzo, ma che spesso è la principale causa di molti dei miei problemi. E infine, devo confessare una cosa. È cresciuta in me, nel corso degli anni, una paura così forte di ciò che quel mio dannato accento potrebbe causare, che spesso sopravvaluto le sue capacità di allontanare le persone da me. Ma l'esserne a coscienza non ha mai giovato, perché in ogni caso tutti i miei muscoli si irrigidiscono ogni volta che quel maledetto si fa sentire.
Wer bin ich in einer anderen Sprache? Kommen die Metaphern mit mir mit?
Io, chi sono io, quando parlo in una lingua diversa dalla mia? Esiste un modo per far parlare la vera me, senza che la paura di essere fraintesa, quel maledetto tarlo, si nutri della mia testa di legno fino a che non ne è rimasto più niente? Non c’è un modo migliore di estirpare questi pensieri che mi impediscono di vivere come vorrei? Devo per forza aspettare che la mia paura prevalga, per porre fine alla sofferenza che mi provoca?