Eugenio Finardi - Zerbo - Roccando Rollando - 1979 - Testo
Ti ricordi Zerbo?
🎶❣🎶

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Eugenio Finardi - Zerbo - Roccando Rollando - 1979 - Testo
Ti ricordi Zerbo?
🎶❣🎶
Io cercavo di attirare la sua attenzione Ma ero un bimbo goffo e non sapevo come, E poi c'era un tipo che si chiamava Sansone di cognome, Che aveva gli occhi verdi e giocava da Dio a pallone. Aveva gli occhi verdi e la pelle scura E la faccia di uno che non ha avuto mai paura, Che giocava ancora meglio, se sapeva che lei guardava E le brillava lo sguardo quando gli sorrideva
Eugenio Finardi, Katia
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Non diventare grande mai
Non diventare grande mai
Non serve a niente, sai
Continua a crescere più che puoi
Ma non fermarti mai
E continua a giocare, a sognare, a lottare
Non t'accontentare di seguire
Le stanche regole del branco
Ma continua a scegliere in ogni momento
Perché vedi, l'avere ragione
Non è un dogma statico, una religione
Ma è seguire la dinamica della storia
E mettersi sempre in discussione
Perché sai, non basta
Scegliere d'avere un'idea giusta
Assumerne il linguaggio ed il comportamento
Ma poi dormire dentro
E il tuo dovere è di migliorarti
Di stare bene, di realizzarti
Cerca di essere il meglio che ti riesce
Per poi darti agli altri
E a ognuno secondo il suo bisogno
E da ognuno a seconda della sua capacità
E anche se oggi potrà sembrare un sogno
Da domani può essere la realtà
Da domani deve esser la realtà
Non diventare grande mai
Non serve a niente, sai
Continua a crescere più che puoi
Ma non fermarti mai
E continua a giocare, a sognare, a lottare
Non t'accontentare di seguire
Le stanche regole del branco
Ma continua a scegliere in ogni momento
Perché vedi, l'avere ragione
Non è un dogma statico, una religione
Ma è seguire la dinamica della storia
E mettersi sempre in discussione
E il tuo dovere è di migliorarti
Di stare bene, di realizzarti
Cerca di essere il meglio che ti riesce
Per poi darti agli altri
E a ognuno secondo il suo bisogno
E da ognuno a seconda della sua capacità
E anche se oggi potrà sembrare un sogno
Da domani può essere la realtà
Da domani deve esser la realtà
Non diventare grande mai
Non serve a niente, sai
Continua a crescere più che puoi
Ma non fermarti mai, ma non fermarti mai, non fermarti mai
E continua a giocare, a sognare, a lottare
Non t'accontentare di seguire
Le stanche regole del branco
Ma continua a scegliere in ogni momento
E a ognuno secondo il suo bisogno
E da ognuno a seconda della sua capacità
E anche se oggi potrà sembrare un sogno
Da domani può essere la realtà
Da domani deve esser la realtà
E non ascoltare chi ti viene a dire
Che tanto non è successo mai
Vuol dire solo per la prima volta
Funzionerà qui da noi
Funzionerà qui da noi
Continua a crescere più che puoi
Ma non fermarti mai, non fermarti mai, ma non fermarti mai
E continua a giocare, a sognare, a lottare
Non t'accontentare
Continua a giocare, a sognare
Continua a cercare
Accontentare, accontentare ❣
Zenibachi tsukubai
Ho ricevuto per posta alcune domande curiose che mi chiedono conto dell’immagine scelta per il post precedente, così per non farne mistero, oggi vi racconto di un piccolo enigma di pietra che impreziosisce il tempio Ryoanji di Kyoto. In questo tempio Zen, famoso per i suoi giardini di pietra e sabbia, è possibile trovare anche questo antico manufatto che si racconta essere stato donato da Mitsukuni Tokugawa (1628-1700), un signore feudale appartenente alla potente famiglia, noto per essere il compilatore del "Dai-Nihon-shi" (Grande storia del Giappone). Si tratta di uno tsukubai (bacino) dal nome Zenibachi: un lavacro per purificare le mani e la bocca prima di accedere ai riti. Viene posto solitamente in posizione ribassata così da costringere il visitatore ad assumente una posizione inchinata e quindi umile. La vasca è solitamente rotonda (rappresenta il cielo: Yang) con un incavo quadrato (la terra: Yin) in perfetta armonia. La particolarità di questa catinella sta negli ideogrammi scolpiti nelle quattro posizioni principali: leggendoli in senso orario da sinistra assumono i seguenti significati: freccia, cinque, uccellino dalla coda corta, mentre l’ultimo non esiste, ma proprio per questo regala la chiave di lettura del rompicapo. La zona centrale quadrata del bacino si deve leggere a sua volta come un carattere口(kuchi), in questo modo il significato degli altri cambia di conseguenza, così diventano: 吾,唯,足,知, che letti in senso orario diventano Ware tada Taru (wo) Shiru, il cui significato strettamente letterale è: io conosco solo con pienezza (ma anche gioia, riconoscenza o ricchezza spirituale)
Tradurre è tradire, comunque una migliore interpretazione porta a frasi diverse con queste possibilità che si lasciano alla interpretazione personale che più ci rappresenta, come nella migliore tradizione dello Zen:
Ripropongo come sottofondo musicale un altro pezzo di Finardi tra i miei preferiti, anche se parla di Osaka e non di Kyoto, lo trovo molto giapponese, quando lo ascolto immagino sempre un inchino delicato come di un giunco al vento di novembre.
nel cuore?
Sono passati giorni dedicati al mio lavoro, rinnovando la passione per il calcolo, la logica, la possibilità di far sposare la teoria numerica con le nuove fibre di carbonio, con i mattoni antichi e con la voglia di rendere più solide e migliori le cose. Permeato di tecnica mi sono sbilanciato ancora una volta. Un’amica mi esorta a scrivere di più con il cuore, così mi accorgo che sto sbandando, sabato partecipo, mestamente da spettatore, alla lezione di Kendo e ascolto il maestro spronare a combattere con migliore intenzione, senza ragionarci su, di nuovo lo leggo: con il cuore. Ma come si fa con il cuore? Intanto è un cuore che è diverso dal muscolo che pulsa dentro la gabbia toracica, è un cuore che non è nel cuore insomma. Però non capisco bene dove stia. L’impulso è pensare che sia tutto nel cervello: pensieri, emozioni, pulsioni, concentrati in una lontana periferia del corpo, distanti dal baricentro, dal Hara, dal Tanden dove invece focalizzo il respiro quando medito, quando pratico, insomma quando vivo. Ho riletto in questi giorni la biografia di Albert Einstein e della sua confusione nel trovare la strada del cuore, mentre erano chiari per lui misteri più fitti dell’universo, mentre vedeva, certamente non con gli occhi, ma con le formule, le curve eleganti della luce e le spirali del tempo. Se era confuso lui mi sento legittimato ad esserlo anche io, in fondo sono in buona compagnia. Può essere che il cuore sia parte di quella mente che si svuota? O forse nella mente più pura il suono del cuore viene smorzato meno, risuona di più; in una superficie lucida la luce, si diffonde con maggiore vigore, allora svuotare i pensieri, lasciare la logica scorrere come acqua di pioggia, porta via la polvere e a quel punto sento meglio la luce, la sento anche ad occhi chiusi, con il suo calore. Che sia questo il segreto del cuore?
Eugenio Finardi stasera in concerto a Tissi
Eugenio Finardi (foto Fabrizio Fenucci) Dopo il grande successo della data zero al Teatro Astoria di Fiorano Modenese (Modena), oggi, venerdì 6 giugno, Eugenio Finardi sarà in concerto a Tissi (Sassari) con il suo tour “Tutto ‘75-‘25” (www.internationalmusic.it/artisti/eugenio-finardi), con cui questa estate attraverserà l’Italia. In calendario ci sono altre due date in Sardegna: il 14 giugno a…
Buon compleanno a Eugenio Finardi! 🎈
Buon compleanno a Eugenio Finardi! 🎈
Ieri era il compleanno di Eugenio Finardi, uno dei cantautori più apprezzati del panorama italiano, nato il 16 luglio 1952. Figlio d’arte (la madre era cantante ed insegnante lirica statunitense) è sempre stato notato per le sue spiccate qualità canore. Pensate che ho scoperto che già nel 1961 incise il suo primissimo disco (per bambini), un vinile di sei canzoni intitolato “Palloncino rosso…
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Fard Rock Classic: Finardi
Fard Rock Classic: Finardi
Artista: Eugenio FinardiEtichetta: CicognaAnno: 1981 Talvolta considerato un disco di passaggio nella discografia di Eugenio Finardi, l’album che ha per titolo il suo cognome e fresco di quarantesimo anniversario fu il veicolo perfetto per mettere in chiaro la voglia ancora sorprendentemente accesa dell’autore milanese di sperimentare in ambito rock.Eugenio Finardi arrivava dalla gloriosa…
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