«Salve» risponde lei. Immagino come devo apparire in questo momento ai suoi occhi: faccia congestionata, sudato e ansimante, e senza nemmeno un giaccone addosso. Cerco di darmi un contegno. «Chiedo scusa per il disturbo, ma stavo tornando a casa e non ho potuto fare a meno di notare il vostro vivaio. So che siete chiusi e avete ospiti, ma mi chiedevo se fosse possibile prendere qualche fiore per la mia ragazza. È un’emergenza.» La donna contrae il viso in un’espressione preoccupata. «Un’emergenza? O santo cielo!» «Forse “emergenza” è un termine un po’ forte, e mi scuso di averla allarmata. Ma è inverno e non so cosa sarà di me la prossima primavera. Lei ha il nome di un fiore, suo padre è furioso con me e io voglio farle sapere che penso a lei e che questa non è una stagione per morire, ma per vivere.» Finch, da "Raccontami di un giorno perfetto"











