La vera conoscenza non risiede nell'efficacia del calcolo, ma nella capacità soggettiva di criticare razionalmente le proprie teorie e di imparare dai propri errori. Il vero rischio non è l'agire senza capire della macchina, ma la rinuncia dell'uomo alla responsabilità della falsificazione, delegando a un sistema dogmatico la soluzione di problemi che richiedono un'immaginazione creativa e critica.













