Sospesa nell’essere, fluttuo azzerata dal tempo.
Crogiolo dissapori su arti destabilizzati, un dolore esplode non eguagliando ciò che assaporo.
Sadico sorriso, il mio essere è felice.
Vesto ossa di canditi e d’ovatta, sono la mia linfa.
Fluttuo e non mi fermo.
Sono un sogno ad occhi aperti in cui osservo, ma non emetto alcun suono, non voglio deturpare queste meraviglie.
Stupefatta da quest’abisso di pace, ammiro una me vagabonda che aspetta con fervore, l’ultima sua falce di luna.
Terra arsa e intenso profumo di un’erba fresca cullano piacente il battito di questa notte.
Sento casa vicina.
Fluttuo ancora e solo per un’ultima volta coperta di steli.
Lascio che boccoli solchino questo mio viso disegnando linee ben definite, voglio inseguire le vie di quest’acqua cristallina.
L’illusione colma il bisogno di serenità, mentre il tempo giunge beffardo reclamando il suo battito.
Bendata, ritorno al mio posto. Sono il n°567.
” Avanti un altro. ”