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squadra che vince non si cambia
Così abbiamo deciso di riproporre il nostro «menage a Troi» con Follelfo e Cadillac, presidiando assieme a loro due banchetti in occasione del Primo festival letteratura di Milano: dalle diciannove di mercoledì 6 giugno saremo al Circolo Frida, venerdì 8 giugno alla Strada: maggiori informazioni sul sito del Festival (cercate alla voce "aperitivo rivistarolo"). L'idea del Festival ci piace tanto: siamo molto felici di poter partecipare e, a modo nostro e nel nostro piccolo, contribuire. Fate un salto, se siete a Milano. Springsteen è nel giorno in mezzo, quindi non rischiate neanche di saltarlo.
Attitos
Le nubi schioccano noci d’acqua lavica, le luci rauche della città si stagliano in un orizzonte saturo di finitudine. Serafino alita sul vetro appannato, lo sguardo si perde lontano, in un intingolo di erbe folli; il cambiamento è un processo talvolta irreversibile, non in questa asfittica valle di polvere dove un tempo volteggiavano leggiadri i danzatori delle stelle. I quartieri dormitorio spuntano come micosi episodiche tra larve di teatri abbandonati e discariche all’aria aperta, la strada si riempie di pecore scalze, odora di latte cagliato, ventuno teste di cavallo mozzate stanno appese su altrettanti piloni lungo un’arteria sommersa nella sua stessa fragile inutilità, ma nessuno sembra farci caso: sarà l’affannosa abitudine al macabro.
Qualche ora prima ha toccato Terra, se n’è stato per un po’ impalato sulla scaletta dell’aeromobile, ha aperto le narici, ha aspirato l’aria a pieni polmoni, dietro di lui la folla esalava fiotti di rabbia ansiolitica: il fiele amaro della fretta. Ma non c’è lentischio né asfodelo, né giunco o rosmarino. Il sole bruciava l’asfalto sabbioso, la levità crassa dello scirocco soffocava sul nascere la sua proustiana recherche del lezzo perduto.
Santi numi, pensa adesso Serafino vedendo le saracinesche sprangate e un esercito di cavalieri reali che batte in ritirata. Tristi presagi offuscano la sua mente, le ruote scorrono imperterrite sul sangue dei vinti, folate improvvise di tramontana gelida affondano lo chagrin collettivo nel turbinio feroce di una bardana di fantasmi mascherati...
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A Caterina piace così, imitare le partite di scacchi famose. Personalmente trovo il tutto strano e abbastanza noioso, ma poiché mi piace averla intorno mi sono limitato a studiarne a centinaia. Kasparov-Letterman, Napoleone-M.me de Remusat, persino Einstein-Oppenheimer: l’unica costante è che il nero perde sempre.
Marzia D'Amico su "Follelfo" http://rivistafollelfo.com/2012/03/14/berlino-1852/
Quel giorno che ci mancava la biro
Il 23 dicembre stavamo parlando in un bar. Me lo ricordo bene quel bar perché cinque anni fa si fumava ancora dentro. Da allora sono cambiati tre, quattro gestori - pure uno Spizzico ci hanno fatto per qualche tempo. Ora è di nuovo un bar, ma non si può più fumare. È il tempo che passa. Stavamo parlando di chiudere la rivista, ché non avevamo abbastanza energie per portare avanti il progetto, ché ora vivevamo tutti lontani, ché uno di noi aveva già lasciato la nave, e altre cose del genere. Avevamo anche deciso di scrivere l'editoriale conclusivo, il post di chiusura. Ce l'avevamo già in mente quel pezzo. Però quel giorno ci mancava la biro. Poi è successo che abbiamo cambiato idea. Per ripartire abbiamo scelto questo racconto di Niccolò Agrimi, virgineo collaboratore. Si intitola Priorità. http://rivistafollelfo.com/2012/02/22/priorita/