Totani, braciole e trulli
Jou dicu fave e tu capisci pisedrhi, ecco vedi questa è una braciola.
Una braciola? E questa da voi si chiama braciola?
Sì, in effetti tecnicamente è un involtino, però siccome qui la chiamiamo braciola allora è una braciola, poche storie piccirì.
Ma è un involtino! In più di cavallo…
Appunto, quindi è una braciola!
Va bene, è una braciola... Ah ecco le orecchiette al sugo, mmmh
Ah sì, scusa. Posso aggiungere un pizzico di parmigiano?
Eh, sì, scusa, cacio come dici tu… ri - ri…
Ricotta, c’è anche affumicato. Ma il migliore è…
Il migliore è… quello normale, no?
No, manco le basi. Il rodez
(Lampi improvvisi, lamenti lontani)
Magari poi un bel caffè, eh?
Che so io, un caffè caffè, Lavazza, Illy, Segafred…
(La Valle d’Itria invasa di demoni con i tacchi a spillo)
Scusa, scusa, scusa, le radici. Comunque dopo pure un gelato, che dici?
Lo spumone migliore non sta qua, ma a Francavilla
Ah beh, certo, l’avevo scordato. Allora se domani si magna a Francavilla ci si fa un bello spinone…
Per mangiare si mangia meglio a Ceglie! La cucina messapica
Mah infatti, guarda! Comunque a Ceglie potremmo prendere della carne prima di andar via
La carne? Ma che stai a di’? La carne si compra a Locorotondo. La carne e le?
Ma chiaro! E allora poi tutti a Portorotondo!
(Riti occulti oscurano la tranquillità dei trulli. Prolegomeni ad una catastrofe esoterica)
Sudori freddi (Qualche ventre più in là) – Devo dire che il vostro olio è squisito. Che poi l’olio migliore è meglio prenderlo a…
L’olio lo puoi prendere dove cazzo vuoi
Ah, ecco le famose bombette! Grazie Candido! Guarda come filano, c’è del formaggio dentro. Stavolta non mi fregate, è il cacio ricotta.
Vabbuò, beviamoci ‘sto Primitivo va
Mi piacerebbe assaggiare il rustico, se poi si va a Ostuni magari…
Il rustico? No, il rustico lo devi prendere a Lecce
A Lecce, già, dove il mare non c’è
(La taranta inizia a pizzica’)
(Qualche ora dopo, in campagna) – Per concludere ci vorrebbe proprio un bel grappino
(Pochi istanti dopo) – Eccoti servito, non fare complimenti (Boccione da cinque litri)
Ma è ottima. Grappa di Negramaro immagino…
No, questa l’ha fatta un mio amico sardo
(Ecchecazzo!) – Sardo? Ah sì? E allora sai una cosa?
Questa non si chiama grappa. Si chiama acquavite, acquavite tarantolata
Vabbuò, acqua come dici tu. Mangiati ‘sta cosa va, che voi non ce li avete dalle vostre parti
(Ma sono dei fichi! Per comodità li chiameremo totani trullati. Braciola docet)