“Vabbè, siamo emotive, che male c’è?”
“Segno di debolezza.”
— Follemente, Paolo Genovese
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“Vabbè, siamo emotive, che male c’è?”
“Segno di debolezza.”
— Follemente, Paolo Genovese
Follemente
"Tieni le chiavi questo è il mio universo, scusa il disordine, vado via spesso. Rimetti a posto se ti senti perso."
-Levante (follemente)
“Ti amo selvaggiamente, follemente, infinitamente.”
— Boris Pasternak - Il dottor Živago
Non deve piacerti, devi innamorarti perdutamente. Lo so, l'amore non è credibile, ma sarebbe poca cosa se lo fosse. Io voglio perdere la testa, voglio sentire addosso i suoi occhi come una spada puntata al petto. Sempre. Voglio vivere nell'incertezza di un suo pensiero, chiedere al punto lontano dove ella mira il motivo di quel suo viaggio, e non voglio ricevere risposta alcuna. Voglio impazzire. Sempre. Voglio guardare la sua bocca muovere parole, pensare al bacio come se non avessi mai baciato prima. Voglio ritornare vergine nei confronti della sua nudità, fosse anche per quelle ginocchia rivestite di un nero velato. Voglio perdere la testa. Voglio passare nei pressi della sua abitazione e ubriacarmi delle cose che vede dalla sua finestra. Voglio sentire il suono della pioggia cadere sull'asfalto dei suoi giorni. Non deve piacermi, deve letteralmente invadere ogni mia disponibilità. Non deve starmi bene insieme, deve farmi bruciare di un fuoco invincibile, deve farmi bruciare pure sott'acqua, nel mezzo della tempesta, in fondo al mare. Voglio scrivere per lei poesie di getto, così brutte da strapparle un secondo dopo la rilettura, voglio aver paura di mettere insieme le parole, voglio tremare quando mi capita il suo nome tra la gente. Voglio perdere la testa. Assomigliarla a una passante di sfuggita, cercare il colore dei suoi occhi, anche una lieve traccia, rimasta impressa nei miei a causa di uno sguardo. Voglio essere incredibile. Sempre. Voglio perdere la testa. Sempre.
Luigi Mancini
E io.
Innamorata di te.
Follemente.
Pazzamente.
Innamorata di te.
Follemente
Pazzamente
Sfrenatamente
Pazza di te
Dopo tanto rieccomi qui.
Dove non ho mai scritto subito di getto, dove tutto è cominciato, come la mia voglia di scrivere.
Ho sempre scritto per raccontarmi, per raccontare quello che mi succedeva, le sbandate che prendevo e la felicità, quando capitava, per intendersi.
Stasera la voglia di scrivere c'è, come quelle sere di qualche estate fa, dove scrivevo con la sigaretta in mano, un tiro e 20 righe, fino a che la sigaretta non veniva fumata dall'aria, non me ne accorgevo, scrivere era diventata una cosa troppo facile, e non sapevo smettere.
Ora non ci sono più le note piene di parole e ho smesso di fumare.
Altre cose non ci sono, ma avvolte mancano, ma va bene sentirne la mancanza, per assaporare meglio le decisioni prese, nel bene e nel male, o tutto o niente.
Avete presente quando le canzoni le senti talmente tue, ma che sentirle vi da talmente tanto noia che ascoltate l'intro e poi vorreste cancellarla dalla vostra Playlist? Intanto i pensieri navigano,come quel traghetto che partiva dal porto di Livorno e si dirigeva verso la Sardegna.
La balconata piena zeppa di persone che salutavano guardando la terra ferma.
Il tempo cambia così in fretta come il mio umore, un po' di sole, pioggia, vento, buio.
Delle volte avevo solo bisogno delle tue braccia e del buio, chiudere gli occhi e appoggiarmi al tuo seno. Sentirmi protetta.
Protezione, ne sapevi dare ma una volta allontanate, mi sentivo persa, e non è mai bello perdersi, perché anche se non ho paura del buio, il mio spiraglio di luce eri tu, ed ero più tranquilla, a mio agio.
È rimasto solo il buio, la mia voglia di esprimermi, e la mia voglia di lasciarti andare del tutto, ma delle volte mi fermo e guardo indietro, credo sia una delle cose più sbagliate, guardare indietro perché? Il futuro è avanti, i ricordi sono passato e tu sei rimasta lì, nel passato, con una maturità diversa, con la voglia di crescere su ogni ambito, chissà se ti manco, chissà se hai bisogno di parlarmi come solo noi sapevamo fare, chissà se ti ricordi di me quando guardi il mare o ha preso un altro nome, non lo so e saperlo mi fa paurissima.
Chissà se tocchi ancora i 160 km/h per correre incontro a qualcuno.
Guardi ancora le luci da lassù?
Ricordami.
Ricordaci.
Ti auguro buon viaggio, buona vita, e tanti sorrisi.