UMBERTO MARIA GIARDINI Italian Indipendent Songwriter

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UMBERTO MARIA GIARDINI Italian Indipendent Songwriter
Come nutri tu ferromadre dentro a un tuono nero io vedo chi mi amò chi mi regalò fiumi freddi occhi bianchi da adorare come neve cercami nell'altalena dondolati con me ho con me le fotografie che mi ricordano troie le mignotte doppie vite mie terra temeraria le mutandine calò e tu che non ridevi mai figlia dei padri tuoi cercami nel fuoco dentro la corteccia cercami nell'aldilà dentro agli inganni altrui e dentro ai miei forma mentis non ho più sangue da darti potrò mai perdonarti per aver rubato i miei anni? Dolce la morte bambina mi chiama dalla tua faccia vulcano lacrimante di lava dov'è la mia dignità? La sotterrasti quattro metri più profonda della pietà nella fredda pioggia del nord riceverai dinamite umana che grida no dentro al tuo sole nero nelle tue braccia maligne e cattive d'avorio dentro ad un oceano catrame dentro una bocca innocente che piange e che ha fame orfano dei ghiacci tuoi come vedevano male i poveri occhi miei forma mentis
La ignobile forma mentis dell'essere vivente è porsi costantemente dei quesiti con la stessa risolvibilità di un dogma... "in che direzione stiamo andando?"... credo non basti un esistenza per fare tacere le nostre voci interiori... Ma un buon modo per zittirle è quello di intraprendere comunque un cammino, qualunque esso sia... vai...vai ora... Anche una direzione errata può aiutarti a scegliere quella giusta.
cit
Prenditi cura delle mie mani
Prenditi cura della mia paura
Umberto Maria Giardini, altrimenti conosciuto come Moltheni (pseudonimo che ha abbandonato ormai qualche anno fa), torna con un disco coerente con il suo essere musicista e col percorso artistico finora intrapreso ma nello stesso tempo innovativo, che cela una sorta di evoluzione in chiave elttrica. Abbandona l’acustica, marchio di fabbrica della sua produzione, per imbracciare la chitarra elettrica e creare sferzate sonore che hanno il sapore degli anni ‘90. Molta più energia che non va però vissuta come un revisionismo di quanto fatto finora ma come una ulteriore sottolineatura della abilità di scrittura di Giardini e di quella inconfondibile voce che canta i soliti temi a lui cari, la morte ed il senso stesso della fine. Ancora una volta è la scrittura a spiccare nelle dodici tracce di Forma Mentis. Capace di infinita dolcezza ma anche di grande vigore. Tutte le dodici tracce, anche quelle più delicate (almeno in partenza), celano un risvolto ruvido che inevitabilmente traspare quando non è dichiarato fin dalle prime note. Armi più affilate quindi, a porsi come baluardo contro l’attuale scena musicale italiana fatta di trap e pop troppo leggero. Forma Mentis è un disco fatto alla vecchia maniera da un artista sempre coerente con se stesso ma con sonorità differenti che lo rendono innovativo e tra le migliori cose fatte da Giardini (che io adoro da sempre).
Umberto Maria Giardini: non ho mai rinnegato nulla
Umberto Maria Giardini: non ho mai rinnegato nulla
Si parla di concetti spesso astratti, espressi in forma poetica, nel nuovo disco di Umberto Maria Giardini, Forma Mentis (di cui abbiamo pubblicato qualche giorno fa la recensione). Ma questa attitudine alla speculazione non priva il cantautore del piacere di calare ogni tanto qualche rasoiata qui e là sul presente.
Tutte critiche motivate, peraltro, come si leggerà in un’intervista telefonica in…
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( Umberto Maria Giardini ) - Pleiadi in un cielo perfetto
Umberto Maria Giardini - Forma Mentis nuovo album - new album