Tra i campi da basket vuoti, sotto la pioggia
Ci siamo incontrati qui, tra i campi da basket vuoti, sotto la pioggia e le panchine dove le ragazze fanno il tifo per il loro “amore segreto”, quello scritto sulla Smemo e nascosto tra la biancheria in cameretta, sotto il poster di qualche band musicale del momento. vicino alla sedia che straborda di jeans e le magliette di Subdued. Senza nessun tramonto “troppo bello” da aspettare, senza le canzoni “fighe” dentro i nostri iPhone. Correvamo nello stesso parco solo per provare a buttare giù qualche chilogrammo di troppo prima delle vacanze. E correvamo per piacere agli altri, senza provare a capire se prima di tutto piacevamo a noi stessi. La ricordo ancora la tua maglietta rosa fluo dell’Adidas, le tue cuffie bianche e i leggins della Nike. E le tue smorfie di sofferenza sotto la più bella coda di cavallo che io avessi mai visto. Io che correvo con la maglietta bianca dell’Hard Rock Café di Londra e le scarpe da 16€ in offerta della Decathlon e nelle mie cuffie John Mayer con la sua Waitin’ on the day. Già. Aspettare. Ti ho corteggiata rincorrendoti e anche oggi continuo a farlo e ci provo gusto. Anche oggi che tu tieni stretto il mio braccio e cammini quasi trascinandoti e sorridi pensando al viaggio in Thailandia tra qualche settimana e a quale costume mettere in valigia, meglio quello di Calzedonia oppure quello di MC2 Saint Barth? Noi e le nostre vacanze itineranti. E un’ultima corsa prima di cena, ancora sotto la pioggia, ancor prima dell’ultima puntata di Orange is the new black su Netflix; in questa estate piena di noi dove tu sei sempre molto più veloce e atletica di me. E quando finirà la pioggia, forse saremo già a casa, dove le nostre differenze, per quanto grandi, sono la nostra unità. E prima del buio, senza che noi ce ne accorgeremo, sbucherà un arcobaleno. E saremo insieme.











