“Un nuovo inizio per ricominciare? Mi sembra un po’ eccessivo: è già tanto se riusciamo a continuare.”
Franco Marcoaldi, Una parola ancora.
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“Un nuovo inizio per ricominciare? Mi sembra un po’ eccessivo: è già tanto se riusciamo a continuare.”
Franco Marcoaldi, Una parola ancora.
Quante volte si è detto
il mondo deperisce.
Quante volte si è detto
il mondo fa naufragio.
Dovremmo misurare meglio
le parole: ché il mondo
deperisce eppure ingrassa;
e mentre naufraga galleggia.
È questa la fatica
a cui siamo vocati: sostenere
un doppio sguardo, capace
di fissare in faccia la rovina
e assieme la lamina di sole
che accende ogni mattina.
- Franco Marcoaldi
Se anziché sprecare il tempo
sull’inizio e sulla fine
che delimitano il ballo
ci occupassimo del nostro
governabile intervallo.
Franco Marcoaldi- Come ricorda Amleto
Se aveste mai dormito con un gatto o con un cane adagiato sopra al grembo, ora conoscereste un altro sonno – anch’esso animato da sogni e da fantasmi, ma indenne da mentali avvitamenti e conseguenti crucci e vacui spasmi – proteso al cuore originario della vita: l’Uno da cui siamo venuti tutti e a cui tutti torneremo.
Se aveste mai dormito con un gatto o con un cane adagiato sopra al grembo, ora sapreste cos’è la vera pace: la felicità di assentarsi dal frastuono e assieme la prontezza di non mancare mai all’appuntamento buono.
Se aveste mai dormito con un gatto o con un cane adagiato sopra al grembo, ora sapreste che la metamorfosi è possibile – che uomo e gatto e cane sono entità volatili cangianti: nel sonno condiviso scompaiono le stinte gerarchie tra cavalieri e fanti.
Franco Marcoaldi
Si tratta di tornare da luoghi
dove mai siamo arrivati. Di pensare
pensieri così a lungo sopiti
da essersi ormai inabissati.
Si tratta di cogliere con grata
sorpresa minuscoli fiori di campo,
di estrarre essenze infinite
da specie ordinarie lasciate
stupidamente a languire davanti
alla porta. Di cominciare a vivere,
ecco di cosa si tratta.
Franco Marcoaldi
La stessa mano che procura
la ferita offre il medicamento :
chiamo vertiginoso
di estasi e tormento.
Franco Marcoaldi
A quattro zampe. Tutto è legato a una questione di postura: nulla saprà degli animali l’uomo eretto, dominus sprezzante e onnipotente, mentre l’infante che gattona a quattro zampe vedrà la loro stessa scena, annuserà gli stessi odori, spartirà con loro inediti sapori. L’unica chance offerta all’uomo eretto è di sdraiarsi a terra: osservando le stelle assieme agli animali, magari scorderà di essere una macchina di sopraffazione e guerra.
Franco Marcoaldi, Animali in versi