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Frank says: Aprile - L'apertura delle gabbie
Un ringraziamento speciale. Poco fa stavo allegramente chiacchierando con un confidente quando ad un certo punto, nel discorso, è uscita fuori anche qualche idea su un nuovo post per questo blog (che nonostante non sia filato da nessuno, è comunque amorevolmente curato dal sottoscritto qui presente). Frank infatti, ispirato - o inorridito, questione di punti di vista - dall'autentico bagno di folla visto questo pomeriggio nella sua cittadina, in occasione del primo sole primaverile, ha espresso la volontà di raccontare ai cari lettori questa (s)piacevole situazione, intitolando appunto il post Aprile - L'apertura delle gabbie (se non siete tonti, dovreste averlo già visto in alto. I titoli generalmente sono scritti in un carattere più grande affinchè colpiscano l'occhio e l'attenzione del lettore. Perchè allora l'hai scritto di nuovo, vi chiederete voi. Perchè siete tonti, rispondo io.) Comunque sia, è a questo punto che va collocata la grande illuminazione ed intuizione del fortunato amico - non fortunato perchè illuminato, ma perchè amico di Frank - che ha fatto notare al vostro gatto preferito che il suddetto titolo può essere inteso non solo come "aprìle", ma anche come "àprile - l'apertura delle gabbie! Cioè, è un colpo di genio. In pratica va a rafforzare tutti i concetti che verranno esposti di seguito. Sentiti ringraziamenti a questa persona, alla quale dovrete offrire numerose libagioni (ma non troppe, che c'è crisi). Ora leggete.
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Il sole non riesce nemmeno a fare capolino tra le nuvole che la gente si riversa nelle strade. No, non è una teoria nè una strana legge biologica fin'ora mai studiata, molto semplicemente è un fenomeno che mi capita di osservare con sgomento in aprile, il periodo dell'anno durante il quale ci sono i primi caldi, la primavera, gli ormoni, i primi caldi, gli ormoni, la primavera, la primav- bè, avete capito. Il termometro non fa in tempo a registrare le nuove temperature nè al telegiornale il metereologo è abbastanza veloce a parlare di minime e massime giornaliere, ci pensa la popolazione che, come stamattina, non appena vede mezzo raggio di sole si organizza in squadroni famigliari e si fionda a fare la famigerata passeggiata domenicale. Tu magari vuoi farti un giro in tranquillità in centro, ti è venuta voglia di passeggiare per qualche via e guardare le vetrine, provare quel paio di scarpe che durante la settimana non hai mai avuto tempo e NO, NON SI PUO' FARE. Perchè le vetrine sono intasate come non mai, a metà tra una serata in discoteca quando c'è Alexandra Stan (e tutti i bimbiminchia ci vanno, ndr) e un comizio ecumenico in piazza San Pietro per vedere il Papa, e quel paio di scarpe qualcuno te l'ha appena soffiato da sotto il naso dopo che sei riuscito ad annaspare tra la folla che neanche Leonida mentre veniva trucidato dall'esercito di quella panterona di Serse - non so perchè ma il regista di 300 l'aveva immaginato come una drag queen, scelte stilistiche dai. La soluzione più ovvia che viene in mente ad una persona coscienziosa, sarebbe fare una strage di massa. Ma io, che sono una persona non coscienziosa ma comunque riflessiva, cercherò di classificare il mosaico etnico (o serraglio, che dir si voglia) visto oggi pomeriggio. Per mettervi in guardia da due tipologie di creature.
L'invernale. Avete presente i grossi, grassi ghiri che tutti pelosi escono dalle loro tane non appena si rendono conto che è primavera, ma allo stesso tempo non vogliono rinunciare alla propria folta pelliccia? Questa può essere una descrizione per quella tipologia di persona che io amo definire invernale: in pratica, anche se ci sono venti gradi all'ombra, queste persone si muovono per le vie della città con aria circospetta, contraddistinte da indumenti pesantissimi dei materiali più disparati, che vanno dalla lana grezza pesantissima alle pelliccie più sfrenate, il tutto corredato da colbacchi, cuffie, cuffiette, cappelli caldi, sciarpe, sciarpone e chi più ne ha più ne metta. Ah, dimenticavo gli scarponcini anti-neve che con un pomeriggio primaverile azzeccano sempre.
L'estivo, D'altra parte, possono essere avvistati individui che hanno scambiato una tranquilla domenica d'aprile con l'inizio dei festeggiamenti di Ferragosto, dunque optano per un look simil-vacanziero, in un tripudio di shorts a fiori e canotte bianche con tanto di pezze in bella vista. Evidentemente l'estivo pensa di essere alla Notte bianca di Riccione, e non in una città padana alle tre del pomeriggio. Il must da non cambiare mai? Ovviamente il cappellino di qualche scrauso pilota di Formula 1 per lui, la pseudoborsa da spiaggia per lei. Entrambi, poi, non possono dimenticare la montatura Ray Ban ipertarocca comprata dall'indiano della bancarella dietro al Duomo, un tocco di classe per dare all'ensemble un'aria ancora più chic e ricercata.
Sempre più rari gli esemplari di persone normalissime che, se vogliamo dare loro un nome potrebbero essere definite primaverili, come d'altronde ci si aspetterebbe in primavera. Sospetto che questo persone oggi pomeriggio si siano segregate in casa, conscie di non poter sopportare la vista dei due tipi di individuo che ho appena descritto. E come dargli torto?
Frank says: Viaggio in Grecia (con buona pace di voialtri)
LEGGI ATTENTAMENTE Il titolo dice tutto, nel senso che per quasi una settimana Frank non vi allieterà (ndr. assillerà) con i suoi post simildivertenti e spassosi sulla propria figura in primis, in secundis sulle proprie caratteristiche e abitudini eccetera eccetera eccetera, nonchè sulla sua particolare visione del mondo che trascende da ogni concezione finora scoperta. Conscio che vi starete strappando i capelli di fronte ad una notizia del genere, ma che allo stesso tempo sarete ansiosissimi di sapere che cosa voglio comunicare alla collettività con questo post, vi invito alla lettura. Non è da sottintendere il fatto che, al mio ritorno, mi aspetto una reazione kindalikethis da parte di voi tutti:
No, non pecco di tracotanza, semplicemente essendo un gatto persiano sono da assimilare al re di Persia, che si faceva oggetto di questo particolare trattamento da parte dei suoi sudditi. Una persona semplice, insomma.
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Cioè scusate. Secondo voi di cos'altro avrei dovuto parlare se non del motivo della mia assenza? No, non mi è stata hackerata la connessione internet per far smettere i miei improbabili flussi di coscienza, e no, a nessuno finora è venuta l'idea di avvelenare che so, tipo i miei frullati di pera e banana con i muesli - finora. Molto semplicemente, sarò impegnato in un viaggio d'istruzione, o viaggio distruzione, dipende dai punti di vista. Per poco meno di sette giorni vagherò senza una precisa meta in quel della Grecia, alla scoperta di alcuni tra i luoghi più importanti non solo della grecità tutta, ma anche del mondo antico. Cioè, vuoi mettere farsi mezza Macedonia per vedere abitati dimenticati da Dio e dagli uomini, se non fosse per la testimonianza di Tucidide o di qualche altro stronzo che ne documenta l'importanza e, quindi, l'obbligo di visitarli? Che poi, due sono i fattori che più destabilizzano il sottoscritto nell'immaginare il viaggetto on the road nell'Ellade:
Probabilmente in Grecia non esiste il treno. Cioè, passerò più di metà del tragitto (e parliamo di cinque ore di viaggio, mica di pistacchi) scrutando a fondo l'aperta campagna e panorami ad essa connessi, non tanto per vedere il volo degli uccelli e la sciagura imminente che questo può comportare o meno, a seconda della sua interpretazione (sì, i druidi e i sacerdoti romani si facevano dei tripponi allucinanti e poi si dedicavano a questa attività), quanto per rendermi conto se effettivamente ci siano linee ferroviarie e stazioni. Perchè non è possibile che non esista, in Grecia, nemmeno uno scrauso vagone low cost che possa contenere tutti ad un prezzo inferiore di quello di un dannato pullman la cui velocità media è 30 chilometri orari, senza contare naturalmente eventuali incidenti - sì, accadono spesso e volentieri e la gente si incazza di conseguenza. Le attività ludiche durante il viaggio? Le solite partite a ruba mazzetto nel peggiore dei casi condite da pseudofilm di dubbia provenienza. Ah, dimenticavo la nanna.
Gli alberghi dalle ottime potenzialità che non vengono sfruttate. Tanto vale, cari gli organizzatori dei suddetti tour, prenotare hotel in riva al mare con tanto di solarium, piscina olimpionica, night club e gelateria della nonna di Zorba che prepara frappé allo yogurt greco (tanto per restare in tema), se poi ai poveri alunni vengono proibite tutte queste attrazioni perchè a) non c'è tempo, bisogna andare a visitare quanti più ruderi di cui ho parlato nel primo punto b) i venti gradi di temperatura non fanno comunque la primavera, e quindi la piscina, il solarium e la nonna di Zorba riapriranno il 1 aprile. Il viaggio di ritorno è il 31 marzo. Naturale conseguenza di tutto ciò, così pensano gli studenti, è compensare con le serate, magari nei due giorni di permanenza ad Atene. Ed è qui che entra in gioco il concetto di viaggio distruzione: c'è poco da fare, lo scolaro medio riuscirà ad eludere la sorveglianza e, con compagnia bella annessa, sbancherà il bancone degli alcolici, oltre che il portafogli.
Dunque, elencate queste radiose premesse, che cosa metterà in valigia Frank, per questo viaggetto?
Lo scoprirete solo vivendo - o meglio, lo scoprirete dalle foto. Se mai le posterò, vista la loro probabile compromettenza.
Frank's advice: Mr Save The Wall
Come preannunciato in un post sulla pagina Facebook (che puntualmente nessuno si fila, quindi tanto varrebbe scrivere le news. Ma io nell'illusione di un futuro migliore per Frank condivido lo stesso gli aggiornamenti...), ho visitato un posto interessante assai.
Sabato pomeriggio stavo, per l'appunto, girovagando con calma nella mia calma cittadina, dove puntualmente non succede mai nulla e ci si annoia come non mai - e se anche succede qualcosa tutti se ne fregano, quindi tanto vale. Ma della situazione del comasco doc, specie in primavera parlerò in altra sede. Sta di fatto che, ad un certo punto i miei attenti occhietti sono stati attratti da una vetrina direi particolare. Esposte al pubblico, opere realizzate con bombolette e stencil non sui muri, bensì su cartone. Mi arriccio i baffi e decido di entrare.
Il primo impatto? Mi sembra di non essere più nella mia monotona chiusa città. No, gattacci, non sono intrippato nè tantomeno ho bevuto qualcosa di molto forte (questione di poche ore... sabati sera da abolire.), quindi sono dannatamente obiettivo quando parlo di quanto è originale questo posto. Cioè non saprei nemmeno se definirlo un laboratorio, una galleria d'arte o uno spazio di esposizione, perchè come mi viene poi spiegato, qui si punta molto sui talenti emergenti, giovani per giunta. Roba da non credere alle proprie orecchie, perchè in un buco di ehm, in un ambiente di strette vedute qual è Como, è una vera novità.
La mente dietro a tutto ciò? Mr Save The Wall. Non mi dilungo in presentazioni ed elogi che sinceramente mi dà fastidio fare perchè sempre poco biettive, quindi lascio la parola all'artista, attraverso quanto scritto sul sito ufficiale:
Sono un gentlewriter: non dipingo sui muri
I miei lavori non sono opere d'arte, ma idee
Ho iniziato per gioco e... incentivato da un corniciaio matto, ho continuato
Oggi i miei quadri sono appesi nei salotti, negli studi e nelle case di persone molto diverse tra loro ma accomunate tutte da una grande passione per l'arte e le nuove idee
Mr Save The Wall
Quindi niente scuse, recatevi assolutamente da questo signor Salva il muro a scambiare due chiacchiere, come d'altronde ha fatto anche Frank con tanto di foto ricordo - tanto amore per i selfie:
Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/Mr-Save-The-Wall/449450031774961
Sito ufficiale: www.savethewall.it/
Frank says: RUMORE ROSA. Teoria e applicazioni della erre moscia
Tipo che per tutta la dannata giornata ho sentito almeno tre persone dire la stessa, medesima identica cosa: “Mi piace sentire il suono della mia voce”. In tal caso, sento la necessità di esprimermi e dare spazio anche alla mia voce. Per parlare di cosa, chiederete voi. Ma mi pare ovvio: per parlare della mia voce. Cioè notate l'unicità della cosa! Usare la mia voce (sì, idioti, la uso anche se in questo momento sto pigiando con le zampe sulla tastiera del computer) per parlare della mia voce. E non così, tanto per fare... perchè signori, la voce di Frank – o meglio, il suo modo di parlare - ha una caratteristica molto molto originale. Una cosa che accomuna il sottoscritto ad alcuni e lo differenzia da molti.
(No, non ho problemi di deficit del linguaggio anche se ciò potrebbe sembrare dalla mia persona, soprattutto il lunedì mattina, quando in evidente stato di stanchezza emetto grugniti e strani versi per dialogare con il prossimo.)
La questione è un'altra: perchè io, Frank the Classy Cat, sono il depositario di un'antica quanto misteriosa peculiarità della lingua italiana che va a modificare il suono di una consonante, nel parlare... vabè dai, è finita che mi son rotto di questo preambolo che sta ormai tirando troppo per le lunghe. Ho la ERRE MOSCIA. Sì, proprio quella, quella erre che tutti almeno una volta della vita avete reso oggetto delle vostre prese in giro (perdonali perchè non sanno quello che fanno...), quella erre che suona tanto come una v ma ancora di erre si tratta, quella erre insomma. Per i tonti che ancora non hanno capito esattamente che cosa sia, riporto una definizione fatta abbastanza per bene:
"Il termine rotacismo in medicina indica quella caratteristica fonetica di alcuni individui che presentano una pronuncia della erre diversa dall'uso comune in italiano. Il rotacismo è meglio conosciuto come erre moscia o alla francese." - L'accuratezza di Wikipedia nel dare una dignitosa definizione di qualcosa è sempre un lodevole pugno nell'occhio, ndr
Sperando che tutti adesso abbiano capito bene di cosa stiamo parlando, continuiamo con tre esempi di qualche applicazione pratica dell'erre moscia nella vita di tutti i giorni. Sì, perchè proprio grazie a questa particolare pronuncia della consonante spesso la vita ti sorride:
Erre come RAGIONE. Da sempre è considerata una caratteristica tipica di persone colte ed aristocratiche, di quelle che appartengono all'ambientino dei salotti letterari e compagnia bella. Quindi se qualcuno sta facendo un discorso che, anche se ti innervosisce, non fa una grinza nei contenuti, tu puoi per contro rispondere alla tesi di questa persona con il tuo modo di parlare fine e altolocato. E fa niente se ciò che dici è una castroneria allucinante, nessuno farà più caso ai contenuti del colloquio e la lancetta "hai ragione" sarà favorevolmente spostata verso di te. Per aver spiazzato tutti.
Erre come RIMORCHIO. Alzi la mano chi non è mai stato affascinato dal modo di parlare di qualcuno con la erre moscia; se non l'avete alzata, i casi son due: o non avete conosciuto nessuno con la erre, e questo è male, o l'avete conosciuto ma non ve lo siete filato nemmeno di striscio, e questo è peggio. I fortunati che hanno potuto avere un colloquio con un depositario della erre francese si saranno senz'altro accorti del fascino che questa piccola peculiarità emana, per non parlare dell'ascendente. Se non ve ne siete accorti, bè... attaccatevi al tram.
Erre come ROULETTE. Nei pochi momenti di autolesionismo, se volete far divertire i vostri amici potete lanciarvi in una declamazione a macchinetta di varie parole contenenti più di una erre, così, giusto per far ridere un po' di persone, ignare del fatto che, dopo l'ennesimo ramarromarrone o trentatretrentini, saranno vittime di una violenta strage. A colpi di un rasoio rotto di rame con la ruggine sul retro. Ah, e sulle note di un rabbioso rauco rock and roll.
Come avete potuto appena leggere, queste sono solo alcune delle svariate applicazioni della erre moscia nel quotidiano. Alcune sono state scoperte da tempi ignoti, altre invece sono ancora in via di ideazione. Altre ancora non arriveranno mai... e sai perchè?
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Perchè ci sarà ancora l'ennesimo tonto disposto a credere alle cazzate che Frank scrive sul suo blog.
Frank says: Cambia Frequenza
E stamattina non esce un articolo successivo a quello sulle fashion week (vedi qui: www.sorryformyaccent.tumblr.com/post/78776302860/frank-says-parigi-fashion-week-e-student-feccia-week), come molti di voi avrebbero sperato - dai, datemi almeno un contentino.
Si tratta di un consiglio: vedere i video di questi tre allegri personaggi, due dei quali conosco personalmente. Non tanto perchè sono di mia personale conoscenza - okay forse anche per questo, ma è meglio non dirlo - quanto per il fatto che i suddetti realizzano davvero dei bei lavoretti. E Frank nel suo essere un gatto di classe sa apprezzare i bei lavoretti, di conseguenza fa pubblicità.
Quindi: diffondete fino allo sfinimento (sì, "come se non ci fosse un domani" è troppo mainstream).
Cambia Frequenza non è un canale YouTube, ma un consiglio. Se non l'hai cambiata hai problemi, e voglia di vedere tre ragazzi che si divertono a fare video
Pagina Facebook: www.facebook.com/cambiafrequenza
Canale YouTube: www.youtube.com/channel/UCYY_HdPysmX2QP9Mygb2uRw
Frank says: Parigi Fashion Week e Student Feccia Week - due settimane a confronto
PREMESSA. Cari lettori! Come annunciato in precedenza, sono tornato prima di quanto avreste potuto aspettarvi. Obiezione del benpensante di turno: "ma se hai detto che tornavi praticamente un mese faaaa?!?!". Mia obiezione all'obiezione del benpensante di turno: chi mi conosce bene sa che il tempo minimo che intercorre tra la pubblicazione di questo o quel post da parte mia si aggira attorno ai due, tre mesi. Quindi il fatto di essere tornato solo dopo trenta giorni denota un senso di profonda novità nell'ideologia e modus cogitandi di Frank (sì, amo plagiare a piene mani il mio manuale di letteratura italiana con questi paroloni, e sì, amo autoelogiarmi), di solito raffazzonata a livelli esponenziali. Detto questo...