L'invito al viaggio è identico a quello che accompagna il vagabondare dello Shandy di Sterne, lo straordinario dialogo, che lo riprende e cita, tra Jacques il fatalista e il suo padrone determinista, il viaggio di Candide alla ricerca del migliore tra i mondi possibili: viaggio senza senso alla ricerca del senso, della varietà delle cose, viaggio filosofico di un infinito cammino di interpretazione, viaggio verso una nuova morale che sostituisca ai viaggi metafisici il lavoro e la fatica dell'uomo. Sono, in ogni caso, espressioni paradigmatiche di una volontà di scoperta che si situa all'interno della natura umana, trasportando la ricerca di nuovi mondi su un piano che è sia analisi interiore sia revisione di un metodo scientifico, basandosi su uno sperimentalismo attivo e trovando una sintonia con il movimento della natura umana. In tutto ciò, d'altra parte, il viaggio non è soltanto una metafora, cioè una figura retorica che esibisce un'esigenza interiore o epistemologica: incarna un nuovo criterio per guardare il mondo e chi lo abita, confrontandosi con le differenze che costituiscono l'essenza del reale e con una natura che riflette tale essenza nella sua dimensione più complessa, quella dell'antropologico.
Elio Franzini, Elogio dell'Illuminismo, 2009.
















