Tutti i testi di "Istantanee"
È gelo di prima mattina, / non sono il cantautore figo che parte spedito e poi si ingrippa in prima, / in un clima alternativo scrivo, privo dei vostri consensi, / ricompongo questa vita a pezzi. / Urgenze nel da farsi, / sfide con una clessidra che di me non riesce a innamorarsi, / incido un disco morbido, / rime stese su di un materasso, / amore ruvido rischia il decesso. / E il successo chiede il compromesso, / distinzione nette come far l’amore e fare sesso, / troppi parolai credersi Mogol, / troppi manichini senza cuore, senza voce e senza soul. / Poesia violenta per il vostro social network, / incendia l’incoerenza di chi si reputa blackblock, / istantanee appiccicate su quest’album / con la saliva di chi sale una volta tanto.
1a strofa: Portami dove a mezzanotte c’è ancora la luce, / laddove non si perde il suono di sta voce, / dove azzeri la potenza, dove acquisti l’indulgenza, / dove a mensa non ti siedi con chi ha perso l’innocenza. / Ogni storia sanguina e non c’è pezza che tamponi, / il tempo ti divora mentre pettini la chioma, / non è la musica è la vita che mi suona, / tu la mia rovina e lei, lei la mia fortuna. / Portami dove c’è la cura, / dove posso avere il lusso di staccare un po’ la spina, / dove l’inchiostro scivola su fogli bianchi, / dove vivi, dico vivi veramente si e non arranchi. / Occhi stanchi ma stanotte non ho sonno, / questa notte è la mia notte e gestisco ogni mio sogno, / l’afa non l’avverto anche in pieno Luglio, / sono figlio di una vita cieca che m’ha partorito al buio. / Sfoglio le esperienze e le mie storie, / so di avere perso molto ma non il filo conduttore, / perdi l’amore, le parole e le persone / e tra questi tre elementi non vi è alcuna soluzione.
Ritornello: Questa notte scrivo mentre il vento soffia, / la fortuna mi accarezza e poi mi graffia, / la mia biro sopra i fogli danza, / la mia vita si rinnova ripartendo da una stanza.
2a strofa: Stanotte si respira aria nuova, / è l’ora di cambiare libro e non serve una pagina sola, / serve riguardarsi dentro e rifare, / imparo da tutto ciò che gli altri tendono ad ignorare. / Mia mamma piange e non ci vede alcuna via d’uscita, / io so che metteremo a posto sta partita / e so che oggi che chi è in vantaggio è di passaggio / e so che il peggio passa e non sarò mai più un randagio. / Gli anni scorsi ho seminato su onde bianche del mare / e chi c’avevo accanto adesso so quanto vale, / ogni promessa è andata a vuoto / e la metà di ste persone la dignità l’ha appesa al chiodo. / Stanotte ho aperto il terzo occhi e vedo meglio, / sveglio perché la mia barca scanza un altro scoglio, / stanotte muoiono i ricordi, muore quello che mi angoscia, / muore quello che mi bacia, mi lecca e poi mi lascia.
1a strofa: Due vite differenti, faticano ad incastrarsi / e il nostro mondo non è come un film di Accorsi, dove / ci si proietta nell’amore più profondo e negli incontri che ti segnano di colpo; / e tu con i tuoi romanzi rosa, ti vedi già in abito da sposa, / silenziosa e a tratti maliziosa; / e tu non credi più nell’amicizia femminile al tuo fianco / perche ti sei scottato così tanto; / e tu pretendi più delicatezza / ti chiedi quanto tempo è andato dalla sua ultima carezza / e tu da uomo duro scuri la tua parte più sensibile / trattieni lacrime ma sei poco attendibile; / e tu ti persi a leggere aforismi / alludendo di capir l’amore e i complicati meccanismi, / ognuno è il proprio interprete delle sue favole / con la morale sempre uguale e senza una variabile.
2a strofa: Tu e i tuoi giorni vuoti, i maschi sono idioti, / piloti la tua mente tra pensieri disparati, disperata / perché sei stata abbandonata / da chi un tempo ha vissuto nella tua stessa casa; / e tu aspetti soluzioni calibrate, / le tue uscite con le coppie che non vedi rilassate / e pensi che stare soli è una figata, / ma ti ricredi quando a letto l’altra metà è sempre ghiacciata; / e tu che tradisci, / ti giustifichi che nel tuo acquario ci vanno sempre altri pesci, / la vita è una ed è una strada che si ingorga / ma a che serve trasgredire se poi hai i sensi di colpa? / E tu non ti fidi delle sue uscite al femminile, / credi che l’amica troia te la faccia allontanare, / l’amore è anche questo: / lo ingoiamo lentamente ma delle volte ci va di traverso.
Bridge: Ci complichiamo, ci cerchiamo, / ci rifiutiamo, ci consoliamo, / uomini diversi, donne diverse / non fanno a meno dell’amore e delle sue magie complesse. / Ci confortiamo, ci coccoliamo, / ci importuniamo, ci detestiamo, / uomini diversi, donne diverse, / schiavi dell’amore e affamati di certezze.
Rivoluzione di un suono migliore (feat Puni, Stuta P)
Strofa El Marsica: Chiamala confessione o sfogo, / per me è rivoluzione che non manderà dei bimbi minchia al pogo, / la tua scetticità la ignoro / proprio quando invoco Dio che non vive nelle icone e tra gli anelli d’oro. / I sorrisi degli amici valgono un po’ meno, / per questo sono pochi quelli con cui parlo e ceno, / con i sentimenti mi ci alleno, / per far si che chi mi ha avuto affianco un giorno non dirà: “Ok, uno in meno”. / Alla ricerca di felicità in luoghi ormai scordati, / per non crepare in mezzo a disperati, / per assolvere tutti i miei sette peccati / e per non vivere da spettatore giorni vuoti e complicati. / Ogni carezza lascia un segno, / la libertà è tutto, per altri un colpo non andato a segno, / ai limiti della decenza, / verrà il giorno che qui pagheremo cara sai la nostra indifferenza.
Ritornello: Rivoluzione di un suono migliore, / gioca bene la tua nuova occasione tra le persone, / una nuova direzione, una nuova soluzione / per mettere al tappeto ogni nostra frustrazione.
Strofa Puni: Rivoluzione di un suono migliore, / schiavo di nessuno per tutti è un vaffanculo altro che è un si signore, / mi duole sacrificare tutto per la mia musica, / amici, amore parenti / e questa occasione qui è l’ultima. / Ma infondo è quel che conta, lasciare la mia impronta / Vivere con la V maiuscola almeno una volta, / lontano dal banale, da una repubblica delle banane / dove non serve imparare ma barare. / Stacci, o ti riveli o taci / sei solo tu che scegli se diventare un re o vestire di stracci, / dovessi dare retta agli scettici farei un bel nulla, / ma più loro parlano e più mi ripeto chi se li incula. / La chance è minima, qui non è un film al cinema, / quello più forte in gara appena può farlo ti elimina, / devi giocare e se non vuoi fare per sempre il giullare / attacca i morti sulla giugulare.
Strofa Stuta P: Troppo semplice dire rivoluzione, / forse è meglio involuzione in un suono migliore. / Mostrami delusione, la mia è devozione in provetta, / sperimento la tua reazione sin dalla musicassetta. / In sette la setta, qui non si smanetta ma si aspetta… / il giorno della vendetta. / Da buona forchetta, ogni mia traccia resta in testa / anche dopo che il sistema s’arresta. / Quiete e tempesta / la musica è come il sesso sicuro o ti appesta. / Rivoluzione è questa e il concetto / è che non ci guadagno dal rap ma ci rimetto. / E allora vaffanculo nelle casse / come se ti adirasse o mi calmasse. / Non lascio carcasse, / una belva sbrana se esce dalla sua tana e le prede sono basse.
7P (feat Stuta P, Damaxx, Hanzo)
Strofa El Marsica: La vita è un drink che bevi tutta di un fiato / e per quelli come me è una guerra svolta da disarmato, / tutti gli sguardi che ho incrociato / hanno fatto da cornice ad un animo che il mondo ha sgangherato. / E siamo sempre qui sotto di un cielo coperto / e ci muoviamo con l’intento di sentirci ancora meglio, / 7 Peccati distributori di emozioni, / nonostante tutto è incerto come le stagioni. / E io scompaio come addosso i tuoi profumi, / lacero i tessuti dei tuoi luoghi comuni, / con dignità ho una vita che si sdoppia, / non facendo dei Dogo sai la vera brutta copia. / È il ritorno di chi? Del signor nessuno / perché ho l’umiltà di ammettere che io sono nessuno, / non ho bisogno di mentire / e di indossare l’abito tarocco dello squallido apparire.
Strofa Stuta P: Il mic fronteggio, nessun gorgheggio / solo rap dal mio peggio / da quando con me stesso gareggio, / non ho l’aspetto del gaggio / non aspetto l’ingaggio / perché nel deserto è miraggio. / Sono nessuno lo ammetto, / non dimenticarti però che nessuno è perfetto. / Sul dito medio il mio rispetto, / posseggo più scheletri in armadio che cazzate nel cassett. / Maledetto… da poeta, / ogni nuova sessione mi inquieta / una belva non è mansueta. / E resto a dieta da vita quieta e da moneta, / su sto pianeta mi sento alieno come Vegeta. / Analfabeta non ti comprendo, / io col Nintendo tu condividendo / cazzi tuoi, nascosti dietro a un vetro. / Non sai chi c’è davanti se non sai chi c’è dietro.
Ritornello: 7Peccati tira sempre di più / accendi la tua mente si dai fuoco alla tv / le mani su per la mia tribù / le mani su su, sempre più su
Strofa Hanzo: Abbiamo avuto mille palchi ma non è servito / e siamo ancora quelli che fanno puntare il dito, / tu sei sparito, sei passato al nemico, / risparmia le tue scuse in convenevoli di rito. / 2006, 2007 la mia crew che suona / 2008 e dopo 9 si lavora ancora, / 2010 col mio disco perdi la parola / e nel presente descriviamo ancora vita vera. / E non avremmo allori, siamo artisti minori / facciamo differenza rispetto a sti signori, / per noi mai stato per moneta / per questo se parliamo poi nessuno ce lo vieta. / Va bene siamo nicchia perché la rima picchia, / sbattiamo in faccia le miserie e la vostra avarizia, / e siamo un’unica famiglia da Bari a Gorizia / ma ancora pochi a fare fronte alla vostra immondizia.
Strofa Damaxx: Amo questa musica per quante volte mi tradisce, / guarda la tua faccia ad ogni suono impallidisce, / raccontando la solita vita vecchia e spilorcia, / dove la gente ha l’auto pulita e l’anima lercia. / E gli amici questi mondi sconosciuti, / l’incapacità di ritornare sui passi perduti, / continua a ghettizzare la città da cui provieni, / siamo stati noi che abbiamo rapito gli alieni. / Vissuti sempre ai margini dell’opposto, / quando vivi troppo tempo un posto diventi quel posto, / dimenticando le piccole cose su cui fai perno, / delle volte Dio si vede meglio dall’inferno. / Sette Peccati da un senso ad ogni tuo neurone / non è vero che la liberà è cambiare padrone, / amo questa musica la sto attraversando / io ti ho respirato ed ora sto soffocando.
1a strofa: Ormai passano in fretta questi giorni, / penso quando manca per andare sul letto a sdraiarmi, / scrivo di me, di te, provo a rilassarmi / mentre le ansie coi pensieri vengono a masturbarmi. / Perso nei tuoi occhi, / ma noto che io sto fissando una fotografia e tu non puoi mica rispondermi, / la fantasia è sempre pronta a confondermi / come quando una carezza tua prova un po’ a corrompermi. / A volte sogno di essere diverso, / tergiverso quando mi domandano “Ma cosa hai perso?” / Scrivo roba che più volte ti rileggi / e le frasi più profonde col rossetto le tratteggi, / gli sfregi sostituiscono gli abbracci, / sporcano i ricordi e noi non riusciamo più a parlarci, / farci del male diventa un abitudine / sei a tratti fastidiosa come addosso la salsedine.
Ritornello: Io no, non mi do pace / perderci per le futilità ti giuro non mi piace / e no, non mi do pace / vederci assai lontani mi butta giù e mi rende assai incapace. / Io no, non mi do pace / cercarci negli errori nostri sono colpi sul torace / e no, non mi do pace, / ho parlato così tanto al vento che adesso c’ho perso la voce.
2a strofa: Cos’è che non ti va più a genio? / La mia posizione che non ho, sbando spesso su di un rettilineo, / lascio tracce sui miei dischi, / reprimendo ciò che io non caccio fuori e i modi più grotteschi. / Una giornata grigia, / il tuo mascara diluito con le lacrime mi sporca la camicia, / una giornata grigia pur essendo Agosto / è proprio vero che tra noi tutto gira in senso opposto. / La notte è lunga guardo i pensieri in macro, / dormo poco e niente e con i dubbi mi ubriaco, / incantato dal soffitto bianco, / questo letto è troppo grande per non aver nessuno accanto. / Compongo poi il tuo numero, / è troppo tardi per chiamarti e sicuro non lo troverò mai libero, / se potessi riassumerci e riflettere / direi che siamo l’errore che poi andremo a ricommettere.
I loro occhi che s’incrociano per sbaglio / contenitori di emozioni sanno già qual è il bersaglio / e lei che custodisce un qualcosa di prezioso e di attraente / lui ha capito silenzioso non fa l’invadente. / Nell’aria è tutto così strano, la gente parla piano / nonostante il bar è quasi tutto pieno, / lei sorseggia un qualcosa che non so / lui che chiacchiera col barman mentre scrolla la bacheca dal suo Iphone. / Ad un tratto vedo lei che si avvicina al banco, / è diversa dalle altra perché non attira il branco, / attira lui dai modi goffi / che prova un po’ a parlarne e lei mette la mano sui suoi baffi; / e il loro sguardo parla, parlano i pensieri / sembra quasi che si dicano “Dov’eri fino a ieri?” / Le cose che tu speri, quelle che poi leggi sui romanzi / “Ah l’amore” come cantava Bruno Lauzi. / Ormai si sono scelti e si allontanano, / vanno via sbirciandosi, emozionati un po’ barcollano, / ed io ritorno sul mio calice di vino rosso / quella scena mi ha distratto dal mio amico e il suo discorso. / Immortalo immagini che testimoniano speranze / che la poesia accorcia ancora le distanze / che l’uomo è in grado sai di vivere magie, / le occasioni, le passioni e le improvvise alchimie.
1a strofa: La mia vita è un puzzle di troppe immagini: / facce, azioni, emozioni, donne e uomini. / Metto insieme il tempo andato / e mi ritrovo in ciò che fin da quando ero bambino ho evitato. / Dormo ad occhi aperti sempre da un lato / e a 30 anni sogno ancora e non c’ho rinunciato / a credere in qualcosa che in definitiva mi realizzi / e la felicità è un grissino che tu spezzi. / Lontano dai pettegolezzi e quante volte mi hanno detto: “Paky mi dispiace non hai i mezzi”. / Fotografie dei miei errori, dei miei timori, / degli assassini dei miei giorni migliori, / della gente che ti sfiora con l’affetto / e di tutta la monotonia che ti coccoli nel letto. / Ho gli occhi come un libro aperto / e le cose che ti dico stanno spesso scritte in grassetto / e mamma me l’ha sempre detto / che una donna vera non la fanno i tacchi alti ed un rossetto. / Ogni giorno sfido il mio passato / per mettere solidità a tutto quello che verrà, / per scattare foto un po’ più nitide / per mettere in questo album facce di persone un po’ più valide
2a strofa: Aspetto qua tutto di un pezzo / Quante volte le mie ha detto che sono in confusione e pazzo, / tutto di un pezzo si, / con la dolcezza in una mano e nell’altra una dose di sprezzo. / Scatto istantanee da questo posto / solitario come un lupo e assetato di inchiostro / sognatore di altri tempi / e metto agli atti che nella vita ho avuto pochi buoni esempi. / Sentimenti stretti tra i miei incisivi / e le donne hanno avuto spesso ruoli decisivi, / alla ricerca dell’estate nell’inverno, / fermo immagine di un attimo che dura in eterno. / La distrazione mi controlla / e il sorriso sul mio viso mentre fuori tutto addosso crolla. / La frustrazione per me è un’ottima donna / perché sa cos’è starmi vicino e non mi fa le corna, / su questa pagina non c’è il tasto “riaggiorna” / e il tempo toglie quello che indietro non ci torna. / Metto ordine tra tutto ciò che si sussegue / e in queste righe trovi i miei pensieri con le rughe, / scrivo per trovare vie di fuga alternative / difendendo la mia immagine in canzoni introspettive.
Tutto passa (feat Stuta P, Lady B)
1a strofa: Avanza ad occhi chiusi tra delusi e illusi, / stringi patti con gli ipocriti che puntualmente accusi, / ridi quando non dovresti, / sprechi male tutto il tempo che per i sentimenti investi. / Ti parlano d’amore i film, le canzoni, le amiche, / con la sorte attaccabrighe, / ti sprechi a dedicarti a ciò che reputi prezioso, / ma quanto vali tu per ciò che reputi prezioso? / Disorientato dagli atteggiamenti altrui, / le vie del cuore e l’anima sono labirinti bui, / l’amore collassa come da prassi / e siamo tutti un po’ convinti che ogni cosa passi. / E’ vento freddo nelle ossa / e le promesse più patetiche sono stracci che la gente indossa, / ogni minuto quanto costa? / La vita non aspetta i tempi tuoi, no / te lo impone e basta.
Ritornello Stuta P: Tutto passa, mi chiede quanto tempo però / e quanto tempo mi dimenticherò / Tutto passa e passa quando non lo vorrò / e quando perdo tutto quello che ho / Tutto passa, / vita è la parola più complessa che c’è / composta da mille perché / tutto passa, voglio sperarlo perché / tutto passa
2a strofa: Passa ciò per cui ti senti veramente attratto / non ricevi quel che dai da un cuore assai distratto, / il piatto piange come il cielo di Gennaio / e ci si cerca invano in mezzo a questo letamaio. / Un altro sbaglio si accatasta sopra ad altri fogli, / i segnali che lanciamo mio Dio quando li cogli? / Le gioie sfumano, le frustrazioni restano, / preferisco un pentimento sano a lacrime che scendono. / Fa più vittime l’egoismo dell’alcolismo / e la saga di chi pensa a se con assurdo cinismo / è un tutti contro tutti, puro divertentismo / e se dovessi lamentarmi un po’ farei del vittimismo. / Complicati perché amiamo complicarci / e cediamo quando i demoni qui vengono a tentarci, / tutto passa come i baci e gli abbracci / dovremmo non pensarci per poi dimenticarci.
A ruota libera (feat Damaxx)
1a strofa El Marsica: Mi hanno sparato così tante volte che io sono sempre qui, / sempre in ferie triste come il Lunedi, / per la registrazione uso il mic del mio pc / perché voglio suonare male come suona il tuo cd. / La vita è un film senza titoli di cosa, / sono così stressato e non mi aiuta manco fare yoga, / bevo di tutto diluito con la soda / e più fai il depressone e più la gente qui ti loda. / Vado a ruota libera ormai come tutti, / scrivo la mia vita effimera, scatto autoritratti. / Sei online con il video figo, col la tipa figa, / la vittima è la musica ma è già morta suicida. / Nei giorni in cui la gente qui si sente particolarmente unita, / io li peso l’emozioni col tanita, / una partita con la gamba ferita, / io sono Garibaldi si ma senza la sua Anita.
Ritornello: E come tutti vado a ruota libera / E come tutti chiedo cosa ci libera / E come pochi difendo la mia liberta, / le mie paure, le mie gioie e le mie intimità.
Strofa Damaxx: Mi hanno additato cosi tante volte da essere così lontano / che mi sono abituato al viaggio in aereoplano, / in una vita dove non c’è nessuno scampo, / si muore soltanto una volta e per cosi tanto tempo. / Scrivo per non leggere ste puttanate, / e mi accorgo di svendere passioni che verranno condannate, / le illusioni come ruote perdono aderenza / mentre la vendetta è una pigra forma di sofferenza. / Sono anni che non credo più alle favole perché vere, / la mia ruota libera più del mio clistere, / la rete sociale è un passaporto per l’alienazione / e inseguo sogni per non farne un’ossessione. / Ci siamo mascherati da esseri umani / la rivoluzione con il mouse e speriamo lo tsunami. / Combattiamo la decadenza generazionale / perché la fanatica paura del male è il male.
2a strofa El Marsica: Vuoto come tutti i vostri storytelling / come i crani dei ventenni che ormai perdono i capelli, / vuoto come certe tipe spinte, / mi tocchi e non senti nulla come quando tasti tette finte. / Ho problemi col lavoro, col lettore, con la connessione / e a tenere a bada il mio testosterone , / la tua tipa è in confusione invidiosa / perché non ha mai cenato con il gruppo di villa Certosa. / A ruota libera, la faccia livida / scatto foto alla realtà ma non ne esce una nitida, / è un bunga bunga con le rime più spettacolari / e all’estero ci vergogniamo di essere italiani. / Il rap non mi ha mai dato nulla in mano, / se scrivo un libro su Montrone non sarò mai come Saviano / e se poi rompiamo tutto nelle piazze / è perché ci hanno lasciato tristi vuoti e alle pezze.
Tu non ci sei (feat Lady B)
1a strofa: M’interrogo sul fatto che io sono un insicuro / che a casa tane volte ho chiesto aiuto al muro, / autostima poco duratura, / giusto il tempo di guardare dal di fuori questa vita che mi usura. / Tu giura che non ci sei ma giura / che sei quel che sei, ciò che mi trascura / e questa mia paura, / l’estraggo lentamente dal mio cuore e da ogni sua singola insenatura. / Tutto bene quando qui me lo domandano / ma il resto gode nel guardarmi sopra a macchine che sbandano, / infondo da quando non ci sei millanto / che sono bello fuori e la mia anima è uno schianto. / Tu non ci sei ma devi ammetterlo, / che non vuoi intrusi nel tuo spazio e fai di tutto per difenderlo / mi chiedo se sia giusto ricordarti, / faccio a cazzotti con la parte che qui vuole cancellarti.
Ritornello Lady B: Tutto scorre così in fretta e tu / Tu non ci sei / Un altro 12 Dicembre e tu / Tu non ci sei / A volte sembra di toccarti / Ma tu non ci sei / Tu non ci sei.
2a strofa: Tu non c sei e sei come / le carezze di un’adolescenza ricca di premi di consolazione, / di illusioni e di umiliazioni, / della follia gratuita e delle errate previsioni. / Il tempo sai mi ha visto incattivirmi, / e nessuno qui ad indicarmi le rette vie / e a consigliarmi strategie ed ero solo / e tu giustificavi il fatto che era ora che io diventassi uomo. / Il tutto c’ha un sapore così aspro, / le cose nostre le rivedo dentro un puzzle senza un giusto incastro, / urlo quando sono solo in auto, / do colpi sul volante, bestemmio e non ci vado cauto. / A volte rivedo immagini negli occhi di chi c’ha ancora ferite, / immagini sbiadite / e tutto più difficile ma devo ammetterlo / che nei miei sogni infondo tu compari come un angelo.
Va tutto bene (feat Lady B)
Strofa El Marsica: Ciao com’è che va adesso? / Lo so è diverso, ora che il mondo lentamente ti è crollato addosso, / la solitudine equivale ad una giornata soleggiata / priva di colori, ad una strana passeggiata. / La fuori lo stai imparando in fretta / che il mondo aspetta la tua fragilità e poi se ne approfitta. / E fa uno strano effetto / guardar l’indifferenza di un’amica di una vita con la sua freddezza. / Avrai sbagliato a porti, avrai i difetti / gli altri non lo accettano e ti troncano i rapporti, / cerchi di spiegarti ma loro fanno i sordi / e sei una foto consumata nell’album dei ricordi. / La cattiveria li divora, l’anima si deteriora, / insensibili in un’unica parola e ora / che vai a letto presto / hai bisogno di sfogarti ma anche oggi nessuno te lo ha chiesto.
Ritornello Lady B: A me va tutto bene, semplicemente non siamo caduti insieme / Va tutto bene / È un pugno in pancia ma adesso non siamo insieme / Va tutto bene / Come se fossi l’unica a cadere / Va tutto bene / Continuo a scendere salirò senza te.
Strofa Lady B: La ragione sta nel mezzo e la follia le gira intorno / ammesse le mie colpe resto sola col mio orgoglio, / ma lui mi grida contro / mostrando denti che mi lasciano segni sul volto. / Indelebili sono i ricordi tristi, / come i rapporti umani condivisi con gli opportunisti. / Ho sempre fatto i conti ma sto stronzo mai ritorna, / chi è che chiude a pari? A voi chi vi controlla. / Scassi, darsi, riceve e si toglie, / tutte le volte erano amici sotto smentite spoglie, / le sensazioni che si avvertono sono grandi troie / e tutto si conclude deridendo il folle. / Quando si chiude non è mai con un sorriso, / succede sempre specie se è un amico indeciso, / confido poco negli animi labili, / investo sulla mia capacità per non crearmi alibi. / E guardo il mondo dall’oblò sulla prua della noia, / senti che affondi insieme a lei per la gioia degli altri, / gente che rimandi indietro a calci / ma i ricordi sono fottutissimi bastardi. / E vuoi davvero che tornino tutti per non restare sola? / Ma una regina è regina anche senza corona. / Davvero vuoi che tutti tornino pur di non restare sola? / Ma una regina è regina anche senza corona.
Ultimo tango per le mie emozioni
1a strofa: Il mio volto è ormai l’icona di questi giorni vuoti / è musica che suona per questi quattro idioti, / i soliti quattro noti, le solite quattro note / la tv consacra altre puttanate. / Faccio rap da quanto? Ormai ho perso il conto, / svendo arte al Kilo, da solo mi racconto, / la mia non è presunzione / è voglia di arrivare non so dove mi sono fatto una ragione. / Ultimo tango per le mie emozioni, / tocco sentimenti e gesti altrui rischio le infezioni, / tipo donne viste come merce da vendere, / prego per chi perde dignità nelle cene ad Arcore. / Io tengo su le mani per le vere madri e per chi / mi ha dissetato quando fuori c’erano quaranta gradi, / per i vigliacchi e per le vigliacche / grazie a tutti voi che adesso io c’ho un cuore così grande.
Ritornello: Io mi vedo ormai lontano da qua / Ma quant’è vuota e triste questa città / In realtà vi voglio bene tutti perché / Buoni e cattivi fate parte di me. / Qui piove, piove e per l’amore si muore / ci credo nonostante nulla si smuove / una vita migliore che parli di me / che rimuova tutto il male che c’è.
2a strofa: Io non dimentico chi mi ha fatto male / in realtà mi fatto bene e per questo non mi vendico, / un pensiero va dritto a mio padre / anche se la vita sai ci ha visto camminare su diverse strade. / Io ringrazio tutto quello che è successo / e non importa se la musica non mi ha fatto aver successo / ma per me è un successo per qua è successo / che il rap ha generato quello che sono adesso. / Ho le mani su per Hanzo, Damaxx, Marco / è stato un gran traguardo aver avuto loro affianco, / i giorni bui, le donne vuote, / sono sempre andato zitto e senza un angelo custode. / Non scorderò le lunghe attese / e chi mi ha supportato quando non ho avuto lo stipendio a fine mese, / le mani aperte e i chiodi arrugginiti nel mio palmo, / conservò a chi verrà tutto il bene che risparmio.
Bridge: Ultimo tango per le mie emozioni / Uno è per la vita, due per le mie canzoni, / tre per i desideri più nascosti / quattro per la pace d’animo che ormai conservo in tutti posti. / Ultimo tango per le mie emozioni / Uno è per mia madre, / due per le amicizie ormai andate, / tre per il nostro quotidiano viverci, / quattro per quei pochi con cui non dovremmo perderci.
Touch the sky RMX (feat Stuta P)
1a strofa: Trapana luce ai miei pensieri da ste grate / non importa ciò che accade tanto prima o poi sto cielo cade, / mi guardate, cosa pensate? Cosa sbirciate? / Si, anch’io prendo le mie strade. / Brucio Kilometri con la stessa Panda Young del ‘98 / e addosso ho il solito giubbotto, / con le stesse idee che non ho mai nascosto, / con diversi occhi addosso che non sposto. / Tutto cambia ma non ricevi le notifiche / e acquisto vostre critiche a cifre modiche, / cosa cerchi di saper di più? / Tu, lo stato mio sentimentale non lo leggi mai su Facebook. / Aggiungi me tra i tuoi contatti che poi snobbi, / convinci un po’ te stesso che stai perdendo colpi, / costruisci sulla sabbia i tuoi rapporti / e fare il sentimentalista ti è diventato un hobbies.
Ritornello: E non importa se scrivo quel che non vedi / Lo sai non m’importa se rappo quel che non chiedi / Sono noie che scrivo e resto sempre in piedi / E se sono teso tocco il cielo con un dito.
2a strofa: Ed è il disordine dei sensi, / parli non badando a ciò che pensi, / tu non stai trattando con i soliti terzi / e nel 2010 ancora non ti attrezzi. / Cammino sempre sugli stessi viali, / occhi lucidi nascosti da grossi occhiali scuri, / confondo i vostri segnali / e ormai anche le emozioni son diventati virtuali. / Compare mio cosa ti turba? / La passione si nasconde dietro ad un ago e non può far la furba, / ormai è evidente, puoi avere tutta la bellezza / ma in rapporti tet a tet ti manca assai l’intelligenza . / Poesia che sfizia ma nuota in un mare d’immondizia / e come liquirizia alza la pressione, / sgama debolezze che rovinano la milza / perché in amore non puoi avere un’identità fittizia.
3a strofa: Il cielo con un dito, / questo mio cuore a chi lo affido, / mastico i miei dubbi e certe insicurezze non le cito / ma nonostante guido sensazioni contromano da bandito / verso un sogno proibito. / Decido con chi stare, con chi spartire il pane, / con chi guardare l’orizzonte e i mare / e tu dimentichi un gran particolare / che la mia libertà non porta il collare. / Continuo a scrivere per vivere / e per fare in modo che quando il male lascia il vuoto / io so reagire e non mi lascio andare, / la sofferenza l’ho sposata tempo fa e l’ho lasciata sull’altare. / I mal pensieri sono ostacoli a cui non devi mai incapparci / e i malesseri non devono distrarci / e se il mondo qua si appresta a violentarci / noi ci scegliamo come cura per salvarci.
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