Fresiame... fresiame mucho
Oggi è proprio una giornata di primavera. Piena di sole, calda, stare fuori è un piacere. Così, tra un miúmiú e l'altro, ho provato (invano) a dare un senso al giardino. L'inverno e l'incuria hanno fatto troppi danni. Però, nonostante l'aspetto flagellato e il caos botanico, anche quest'anno sono tornate. Ognuno ha le sue piccole gioie.
Cerco da una vita un profumo che somigli a quello delle fresie. Lo adoro. Ma niente in commercio è veramente all'altezza.
Chi lo ha sentito sa che è impossibile non voltarsi a cercare di capire da dove proviene. È un profumo così intenso che sorprende scoprire poi che proviene da un fiore tanto piccolo, poco appariscente. Quasi non ci si crede. E poi i colori vivi, saturi, pieni di luce.
Nel linguaggio dei fiori, la fresia racconta amicizia, fiducia, innocenza e perseveranza. Parla di legami sinceri e duraturi, di sensibilità che si fa presenza silenziosa. È un fiore che resiste: cresce spontanea, sottile ma determinata. Il suo stelo esile sembra troppo fragile per il vento o la pioggia, e invece resiste, si piega senza mai spezzarsi. La fresia è la forza gentile: quella che non alza la voce, ma resta.
Le amo da sempre. E io mi ci riconosco... completamente.















