A Pescara prese la squadra nel 1986/'87, dopo un'amara retrocessione. Doveva giocare in Serie C1 e invece si ritrovò ripescata in Serie B per la mancata iscrizione del Palermo. Erano ragazzini a parte il capitano, Gian Piero Gasperini, quel Gasperini oggi allenatore della Roma. Sembra una favola ma quella squadra riuscì ad andare in Serie A e a battere l'Inter di Trapattoni a San Siro per 2-0. Si divertivano i suoi giocatori e si divertiva il pubblico. Per la prima volta il Pescara rimase in A, sembrava tutto possibile con Sliskovic e Junior in squadra ma l'anno dopo arrivò la retrocessione in B. Però lui sapeva che sarebbe tornato e tornò nel 1990 per salvare il Pescara dalla C. L'anno dopo con Massara e Allegri (quel Max Allegri allenatore del Milan) conquisterà di nuovo la Serie A. Mi sono divertito vedendo giocare quelle squadre, mi sono sempre chiesto come sarebbero stati l'Inter, il Milan o un'altra grande squadra allenata da lui, l'unico di quella generazione di allenatori a non aver mai avuto questa possibilità, il primo insieme a Sacchi a giocare a zona in provincia. Segnavano tanto le sue squadre, Rebonato, centravanti del Pescara 1986/'87, segnerà 21 gol in B come Paolo Rossi ma senza rigori. Gasperini ricorderà anni dopo il rimprovero del Mister per aver passato al palla indietro al proprio portiere da centrocampo. Due passaggi in orizzontale si possono fare, al terzo è noia. Un calcio che era utopia e l'utopia si sa, è come l'orizzonte: non lo raggiungi mai ma ti fa andare avanti. Per noi pescaresi resterà sempre il "Profeta". Addio Mister, che la terra ti sia lieve











