Il rimpiazzo deve creare gelosia, non imbarazzo!
Carmine Guadagno 🤗
seen from United States

seen from Russia
seen from China

seen from India
seen from Australia
seen from Vietnam

seen from United States
seen from Australia
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from Germany
seen from Italy

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from Germany
seen from China

seen from Germany

seen from Czechia
seen from United States
Il rimpiazzo deve creare gelosia, non imbarazzo!
Carmine Guadagno 🤗
le persone spesso si sentono minacciate da chi ha il coraggio di essere quello che loro non avranno il coraggio di essere mai.
prenderefiato
“Mi è sparito…
…il profilo di una bella persona. Così da un momento ad altro…”
Qualche puttana o un pezzo di merda ha segnalato il blog di @giogel !!!
Sì perché quello sei tu che segnali i blog degli altri per l’invidia, per gelosia…
Sei solo un pezzo di merda e nient’altro!!!
“Ho imparato pochissime cose e te le dico. La prima è che il lupo non è, come ti hanno detto nelle favole, cattivo. Il lupo non è né cattivo né buono, sono aggettivi che noi gli applichiamo addosso mentre lui ne è totalmente ignaro; il lupo azzanna solo per fame. L'uomo azzanna non per fame ma per invidia, per gelosia, per rivalità e questo, a differenza del lupo, lo rende colpevole.”
— Andrea Camilleri
La normalizzazione del comportamento ambiguo e la colpevolizzazione della reazione emotiva.
Passati i primi tre mesi, quando tutto sembrava magico, ho iniziato a vedere piccole crepe. Erano momenti insignificanti per chiunque, ma io li sentivo come una stonatura. Dopo il love bombing e la "luna di miele", dopo tutte quelle attenzioni e parole dolci, qualcosa in lui era cambiato. Ricordo un episodio con una chiarezza fastidiosa. Eravamo in un negozio di sigarette elettroniche. Doveva essere una cosa veloce, e invece lui aveva iniziato a chiacchierare con la commessa come se la conoscesse da sempre. Parlava del lavoro, della casa, dei nostri piani… e io ero lì accanto, ma era come se fossi invisibile. La conversazione si era allungata troppo, e ho sentito un nodo allo stomaco. Lei lo guardava con interesse, e io mi sentivo a disagio, gelosa forse, anche se cercavo di negarlo a me stessa. Quando gliel’ho detto, lui ha risposto con la solita frase:
“Eh, ma io sono così. Parlo con tutti, maschi, femmine, trans, non importa.”
E io, per paura di sembrare troppo sensibile, ho lasciato correre. Ho pensato che forse esageravo, che non avevo il diritto di sentirmi ferita. Eppure quella stessa frase è tornata mesi dopo, quando dentro di me avevo già iniziato a capire. Era sempre la stessa scusa, ripetuta con leggerezza, mentre io mi consumavo nel dubbio. Solo dopo averlo lasciato, dopo aver trovato la forza di chiudere e andarmene, ho scoperto che non mi ero sbagliata. Il mio sesto senso non ha mai sbagliato. Si è messo proprio con quella collega che mi aveva nominato più volte, quella di cui parlava ridendo. Che sfotteva. Ho capito che non era spontaneità la sua, ma bisogno di attenzione. Persone così non smettono mai di cercare la prossima preda, anche quando ti tengono per mano. E ora che ci penso, non era gelosia la mia. Era istinto. Era la mia parte più lucida che cercava di avvertirmi, mentre io, accecata dall’illusione di un amore perfetto, non la ascoltavo..
Amore sano: come riconoscerlo prima che sia troppo tardi
L'amore sano non fa rumore. Non travolge, non confonde, non tiene in allerta. Non isola, non spaventa, non chiede di rinunciare a parti di sé per essere accettati. Non pretende sacrifici silenziosi né prove di resistenza. Eppure, paradossalmente, è proprio questo a renderlo poco riconoscibile. In una cultura che associa l’amore all’intensità, alla gelosia, alla fusione totale, l’amore sano viene spesso scambiato per noia. Mentre le relazioni disfunzionali, instabili, dolorose vengono romanticizzate e chiamate “passione”.
Riconoscere un amore sano richiede uno spostamento di sguardo. Non bisogna chiedersi quanto l’altro ci faccia battere il cuore, ma come ci fa sentire nel quotidiano. Ci sentiamo liberi di dire no? Di esprimere un dissenso senza paura di ritorsioni emotive? Possiamo mantenere legami, interessi, spazi che non ruotano attorno alla relazione? Dove c’è rispetto, non c’è controllo. Dove c’è ascolto, non c’è paura. Dove c’è amore, non c’è bisogno di annullarsi.
L’amore sano non chiede di essere sempre d’accordo, ma di essere autentici. Non impone, non invade, non svaluta. Accoglie i confini e li riconosce come segni di maturità, non come minacce. È uno spazio in cui la sicurezza emotiva permette di crescere, non di restringersi. E proprio perché non genera ansia costante, può sembrare meno eccitante a chi è abituato al caos relazionale.
Educare all’amore sano significa smettere di romanticizzare la sofferenza. Significa interrompere la narrazione per cui “se fa male è vero”, “se è difficile è profondo”. Significa insegnare che l’intensità non è una misura di valore, che il conflitto continuo non è passione, che la gelosia non è prova d’amore.
L’amore vero non toglie spazio. Lo amplia. Non chiede di diventare meno, ma permette di essere di più. Riconoscerlo in tempo è uno degli atti di prevenzione più importanti che possiamo fare, verso gli altri, ma soprattutto verso noi stessi.