2 giugno 455 d.C.: i Vandali e i Maurindi Generico saccheggiano Roma.
Genserico decise di recarsi in Italia per la morte di Valentiniano III, con cui aveva stretto un patto.
Data la debolezza del nuovo imperatore, Petronio Massimo, Genserico si sentì autorizzato a muoversi.
Una volta giunto in Italia solo l'intervento di papa Leone I (lo stesso che aveva trattato con Attila) riuscì a salvare Roma da maggiore sventura.
Dunque Genserico non distrusse la città ma la saccheggiò per due settimane! Il bottino fu ricchissimo.
Soprattutto, portò in Africa l'imperatrice Eudossia (vedova di Valentiniano) e le sue figlie Placidia ed Eudocia.
Eudocia sposò Unerico, erede di Genserico. Le altre furono in seguito mandate a Costantinopoli.
Placidia venne usata da Genserico per influenzare la politica romana. Infatti, Placidia era sposata con Olibrio, un influente senatore.
Negli anni successivi Genserico brigò e fece pressioni per dare l'Impero d'Occidente proprio a Olibrio. Il desiderio si avverò nel 472 ma Olibrio morì dopo pochi mesi.
Queste manovre mettono in luce un aspetto poco noto di Genserico. Non era solo un distruttore ma un sovrano abile che cercava di controllare le dinamiche di potere all'interno dell'Impero Romano.










