I girotondi, 2002
«Con questi dirigenti non vinceremo mai» G.Moretti detto Nanni
«Girotondi: Movimento politico sorto nel 2002 in opposizione al governo di centro-destra dell’epoca. Detti G. per le catene umane che formavano intorno agli edifici delle istituzioni che intendevano difendere, motivarono la propria costituzione con l’opposizione inefficace dei partiti di centro-sinistra. Non pretesero di sostituirsi ai partiti tradizionali, di cui ribadirono il ruolo insostituibile, puntando piuttosto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difesa di una serie di principi costituzionali (autonomia della magistratura, libertà di informazione ecc.).»
«Io non riesco a parlare con Rifondazione, proprio non ce la faccio, ma loro sì, loro ci devono parlare, è il loro mestiere. Lo devono fare bene, il loro mestiere. E invece non sanno parlare al cuore, né alla testa, né all'anima della gente. Devono ascoltare, se no non vinceremo mai. Facciamo che non sia stata una serata inutile.»
I girotondi sono generalmente considerati movimenti "di sinistra" per la loro forte opposizione alla politica del governo in carica all'epoca, presieduto da Silvio Berlusconi; essi hanno tuttavia manifestato forti critiche anche ai partiti di sinistra, ritenendoli troppo blandi o compiacenti verso Berlusconi; per questo sono stati oggetto di attacchi da parte di politici come Massimo D'Alema. I girotondi, tuttavia, hanno coinvolto in maniera trasversale, rispetto ad una classificazione destra-sinistra, persone sensibili ai valori base della democrazia, della costituzione, della giustizia e della libertà di informazione.
Alle origini è un moto di protesta a salvaguardia della giustizia italiana, e nasce con una manifestazione di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano, poi si estende a Roma e Firenze, fino a culminare nella manifestazione di Piazza Navona del 2 Febbraio organizzata dal comitato parlamentare di centrosinistra "La legge è uguale per tutti" composto da Cinzia Dato, Loredana De Petris, Giuseppe Ayala, Marco Rizzo e Nando Dalla Chiesa che ne è portavoce. Sono presenti in 4.000 e sul palco c'è la dirigenza della coalizione di opposizione de l'Ulivo, oltre a illustri intellettuali come Paolo Sylos Labini, Massimo Fini e "Pancho" Pardi. A fine serata prende parola anche il regista Nanni Moretti che, a sorpresa, attacca la dirigenza nazionale dell'Ulivo.
«Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave.» F.S Borrelli
Il 14 settembre è l'apice del movimento. Viene indetta a Roma una grande manifestazione denominata "Una festa di protesta". La partecipazione popolare è enorme, tant'è vero che pochi giorni prima viene deciso di spostarla da Piazza del Popolo alla ben più capiente Piazza San Giovanni, che risulterà comunque gremita. Partecipano numerosi artisti tra i quali Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Roberto Vecchioni. A Nanni Moretti spetta il discorso introduttivo, nel corso del quale chiarisce: "Noi continueremo a delegare ai partiti, ma visto che un po' ci siamo svegliati la nostra delega non sarà sempre in bianco".
Di lì a poco, il movimento si estinguerà.














