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Pensieri si muovono dentro o sotto di me. Intorno continua il resto. Scusa. Ho scordato i segni di te sul mio corpo. O li ho fuggiti per non soffrire la tua assenza. Non le ho tenute le tue mani che mi facevano terrore così inermi per la prima volta. Mi sono mangiata la voce che in tanti giorni ti aveva guardata fiera. E poi mi sono strappata il cuore perché non si rompesse in quella notte. Ma oggi sono spezzata e non lo sapevo che prima ero intera.<\i>
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il prossimo che muore dei miei parenti è a sorpresa, potrei anche essere io eheh
20 Giugno 1993
Una telefonata.
Sono circa le 18 di una domenica pomeriggio. A Milano fa già caldo e io ho trascorso il pomeriggio in giro con i miei amici e mia moglie Vanessa.
E' mia zia. Lei è in Toscana a Riotorto a casa dei miei nonni con i 2 bimbi piccoli, Paolo e Fabio.
Mi annuncia che mio papà ha avuto un incidente in barca nel pomeriggio e che la Capitaneria di Porto l'ha ripescato con l'elicottero.
Le chiedo come sta, ma la risposta è una sentenza. Non ce l'ha fatta...
In me scoppia prima il dolore e poi la crisi isterica.
Non so quante volte abbia ripetuto una frase in quei primi momenti.
Una sola che mi rieccheggia nelle orecchie anche oggi che sono passati esattamente 25 anni. "E' vissuto da stronzo, ed è morto da stronzo!".
Un quarto di secolo fa.
Ero poco più di un ragazzo allora, che provava a cavarsela da solo, e a costruire qualcosa per se stesso e per la donna che pensava fosse quella della sua vita, la prima storia importante.
In realtà la prima aveva già bussato un paio di anni prima alla mia porta, o meglio io alla sua, ma ancora non era venuto il tempo di incasinarsi.
Eppure destino beffardo, quella "vita donata, vita salvata" ha cambiato per sempre me stesso e il mio destino.
Tante cose sono cambiate in 25 anni, e mi ci vorrebbe una vita per raccontartele tutte. Ma di tanto in tanto quando riesco a venirti a trovare, mi fermo un pò li con te e anche se so che non mi puoi rispondere percepisci quello che mi passa per la testa.
Non so ancora cosa mi riserva il destino.
In realtà non ho ancora capito tanto bene se sono un buono o un cattivo.
Ho commesso errori. Ad alcuni ho potuto riparare, ad altri no.
Ma ho cercato in questi 25 anni di crescere e fare la mia strada provando a cercare il meglio. A volte ci sono riuscito, altre sono caduto, tante.
Mi sono rialzato anche 2 anni fa circa.
Non so neanche io come a dire il vero.
O forse si... certo il prezzo pagato l'ultima volta è stato altissimo, ma ora mi sento libero
di scegliere la mia vita.
Mi hanno sempre detto che assomigliavo a te, e io ho passato la mia vita a difendermi da questo "scomodo paragone".
Non ci siamo mai assomigliati per niente, tranne in una cosa.
La voglia di vivere liberi.
Io ce l'ho quasi fatta, tu inseguendola in maniera sbagliata ci sei morto...
E' una sottile differenza, ma che cambia completamente i risultati delle combinazioni.
Ti ho sempre amato lo stesso, anche quando ti odiavo profondamente.
Ma quel 20 giugno 1993, la tua vita è cambiata e anche la mia...
RIP
31 ottobre 1954 - 20 giugno 1993
25 giugno 2020 (Mio Nipote)
Tante cose mi hai insegnato giovane uomo...
Mi ricordo bene che ero a consegnare a Palazzolo s/O.
Una normale calda giornata di inizio estate. Sicuramente l'unica volta dopo il gennaio 2016 che ho scambiato più di 10 parole al telefono con Antonella.
Ho sbattuto su un bel po' di cose quel giorno.
La prima. La più tremenda da accettare per ogni essere vivente: l'impermanenza.
La seconda. Il nostro lascito.
La terza. Il lascito degli altri.
La quarta. Ogni attimo di vita è prezioso per costruire qualcosa.
Ovunque tu sia, stai volando, col tuo enorme aquilone in cielo.
Quello che ti ha reso immortale, quello che per tanti mesi hai dovuto tenere nel ripostiglio.
Sei sempre stato un piccolo grande ometto fin da quando avevi 6 anni.
Introverso spesso, e un po' solitario, ma allo stesso tempo sarcastico e spiritoso.
Avevi dentro, e nel tempo lo hai dimostrato, una marcia in più.
Hai portato la tua vita dove hai voluto, fino all'ultimo istante.
Non dimenticando gli affetti e facendone tesoro.
Non smetterò mai di ringraziarti per quell'invito del 2016, e per quel pensiero dedicato allo "zio".
Perchè ne sono certo che sarei, e sono e sarò lo "zio" per sempre.
Ogni tanto guardo il cielo e tra le nubi il tuo aquilone vola sempre alto.
E' la memoria che mi aiuta a ricordarmi da dove sono venuto.
E chi ha attraversato la mia vita rimanendoci per sempre.
Un bel termine spesso bistrattato: per sempre....
Ciao Marco!
il 31 Ottobre per me (2024)
Halloween +39+31=70
Tutti gli anni in queste ore la mia testa è un via vai di emozioni.
E tutti gli anni sono sempre impreparato di fronte al percorso da affrontare durante questa lunga giornata.
Quest'anno sarebbero stati 70. Eppure la lancetta biologica non è arrivata nemmeno ai 40.
Di certo non sei stato un padre esemplare, forse neanche il peggiore considerato i tempi che corrono.
Gli ultimi scampoli dell'uomo che eri e della tua pesante eredità ancora ogni tanto affiorano dentro di me.
Si perchè le mancanze e i vuoti che ho dovuto affrontare non bastano mai.
Ogni volta che vado a fondo con uno dei miei scheletri, dopo un po ne spunta fuori sempre un altro.
E spesso dietro ci sono tutti i danni equiparatamente divisi tuoi e di mamma. Insomma avete messo al mondo un bel casino, che poi casino non voleva esserlo, eh.
E' tutta la vita che li affronto uno ad uno, ma ne ho tanti quante le mie magliette comprate per anni nei miei due cassettoni in camera.
Qualcuna prima o poi però la devi buttare. Si scolorisce e/o non ti va più.
In ogni caso auguri vecchio ovunque tu sia.
Con tutte le tue 70 candeline.
Che a guardare le tue foto proprio non ti si riesce a immaginare vecchio e canuto.
Sempre più convinto che il 20 giugno 1993 sia stata una scelta.
"Una vita donata, una vita salvata". E forse nella tragedia hai salvato tuo figlio e un bel pezzo della tua famiglia. Un gesto tanto eroico, quanto nobile.
Buon compleanno