Ho pensato di creare una playlist legata alla fanfiction "Scomparso" e tutti i capitoli separati (mi diverte scegliere le canzoni a seconda del loro testo). https://archiveofourown.org/works/16591724?view_full_work=true
Qui di seguito una delle canzoni e la sua traduzione in inglese. Sul fondo invece la playlist con tutte le altre canzoni (pian piano le inserirò tutte).
"Two Drifters"
I feel like I've wandered into a strange country
Everyone speaks in the language of embellished lies
With no one to hold my hand
I'm struggling to find you
On the news of someone who has died
The kind people wept
At the sight of someone who crawled to live
They clucked their tongues
Where am I now?
I want to breathe with you
I want to swim through this world with you
Till we drift to some place faraway
Till we can laugh in a world we've never seen
If I could just hold hands only with you
If I could just endure the nights only with you
Even if there's nothing to believe in
Even if we're no more than two lonely things
I feel like I've been thrown out into the empty outer space
I got insensible to my surroundings
Like a baby whose umbilical cord has been cut
I'm biting at the loneliness I just learned
The tragedy that took place across the sea
People showed mercy to and sympathized with
And yet, they can hurt someone who speaks the same language
How can they laugh at that?
How can they say that they are “alive” ?
No one can live alone
No one can bear the weight of grief alone
Shivering in the freezing building wind
Exhaling to warm my numb heart
If I could be a little kinder than
I am now If I were not afraid to connect with someone
E’ successo così, per pura casualità, di mettermi a scrivere due o tre scene di una storia di paperi ambientata nel mondo magico di Harry Potter. Ne esistono così tante di storie così, che forse ho solo sprecato tempo. Però non sono riuscita a trattenermi.
Forse semplicemente avevo voglia di scrivere o forse perché quando ho tentato di fare una breve trama non mi veniva. Quindi sono andata sul dettaglio, come la storia di Break the Distance.
Ma in questo caso preciso che saranno davvero due o tre scene con dialoghi, il resto sarà un breve riassunto di come avevo immaginato potesse terminare questa storia.
Non ha un vero e proprio titolo questa storia, ma per poterla distinguere ho dato un nome provvisorio, che infatti non rispecchia totalmente la trama.
Avevo anche intenzione di farci qualche schizzo dei personaggi, ma non ho avuto abbastanza tempo. Forse in futuro.
Principalmente si basa sui personaggi di Ducktales, ma ho usato anche caratteristiche e fatti dei fumetti europei.
E bon, lascio qui la prima scena. Capitolo non credo proprio di poterlo definire, quindi li numererò come scene nella storia.
Scena I
Binario 9 e 3/4, del fumo veniva dal treno fermo al binario, nella banchina un sacco di bambini di diversa età che correvano qua e là con i genitori e bauli appresso.
Donald non poté evitare di sbuffare. Invidiava quei bambini con i loro genitori. Avrebbe preferito di gran lunga venirci solo con sua sorella, e invece il loro zio era venuto ad accompagnarli.
Diede un'occhiata veloce al papero al suo fianco che spingeva un carrello con due bauli. A quanto pareva, ai primini non era permesso andare da soli.
Accelerò il passo per non stare al suo passo e si mise affianco della sorella che camminava davanti a loro.
- Donald, hai visto? È quello il treno che ci porterà a Hogwarts!- fece tutta eccitata Della.
- Non vi allontanate, o rischiate di perdere il treno- avvertì il papero adulto.
- D'accordo zio Scrooge- acconsentì lei con un sorriso.
Donald si guardò intorno. La gente si fermava a guardarli mentre passavano. Ma non era per lui, né per sua sorella, tutti avevano riconosciuto quel papero dallo sguardo serio e ostile. Un motivo in più per non era contento della presenza dello zio.
Scrooge aiutò i due gemelli a caricare i due bauli dentro il treno e poi tornarono fuori. Gli altri studenti stavano salutando la loro famiglia e sistemandosi nei vari vagoni. Era arrivato il momento anche per loro.
- Zio Scrooge, ci vediamo a Natale?- fece Della.
- Vedremo. Vi informerò a tempo debito. Comportatevi bene e non create guai. Non voglio essere chiamato dalla scuola per dei danni che avete causato.
- Saremo dei angioletti, non preoccuparti- disse Della e fece l'occhiolino al fratello. Donald ricambiò un sorriso furbo.
Scrooge li guardò con sospetto, però non aggiunse altro. Il fischio del treno li avvisò che era il momento di salutarsi. Della corse verso Scrooge e lo abbracciò.
- Ricordati della promessa, zio.
- Pensa a studiare prima.
Della sorrise e si staccò da lui.
- Muoviti Donald!- e salì di fretta sul treno.
Donald e Scrooge rimasero lì sulla banchina. Il paperotto si rimproverò di non aver trovato una scusa per salire prima sul treno ed evitare quella situazione di disagio.
Sapeva già da prima di uscire di casa che avrebbe dovuto affrontarlo, ma era ugualmente impreparato. I loro rapporti erano complicati. Situazione diversa era per Della che ammirava lo zio e non faceva che parlare di lui.
Donald fece un timido passo verso il papero con la palandrana rossa, tenendo lo sguardo abbassato. Come avrebbe dovuto salutarlo? Lui non era Della, non gli veniva così spontaneo abbracciare ed esternare i suoi sentimenti a una persona così burbera. Forse avrebbe potuto dire qualcosa, ma il timore di dire qualche parola sbagliata gli bloccò la lingua.
- Cosa fai ancora qui ragazzo?- fece il papero con tono brusco e seccato- Fila a sederti con gli altri.
Donald fece una smorfia risentita, e senza dire niente gli diede le spalle per salire sul treno. Neanche al momento di salutarsi, quel vecchio papero si smentiva con i suoi modi di fare.
Il treno iniziò a muoversi, la maggior parte dei ragazzi si sbracciavano dai finestrini per salutare. Anche Della era lì che agitava la mano. Donald al suo fianco guardava oltre il finestrino il loro zio. Era lì in piedi appoggiato al suo fidato bastone e li fissava con il suo solito sguardo serio. Il fumo del treno ricoprì tutte le persone sulla banchina e appena si diradò avevano già lasciato la stazione.
- Sarà uno spasso, Donny- fece Della mentre si sistemavano nella cabina. Per fortuna ne avevano trovata una tutta per loro. Ne avevano già approfittato per cambiarsi con la divisa.
- Se lo dici tu- alzò le spalle e guardò la sua rana da compagnia. Della aveva un gufo invece.
Entrambi gli animali erano vecchiotti e un po' malconci. Scrooge li aveva scelti perché erano in vendita a poco prezzo. A loro poco importava, però questo dimostrava ancora una volta quanto fosse tirchio il loro zio.
- Non sei emozionato? È tutta l'estate che aspettiamo questo momento!- disse lei al fratello che era seduto di fronte- E zio Scrooge ci ha promesso che dopo quest'anno ci porterà con lui nei suoi viaggi.
- Bah, non è che mi interessi stare con lui- brontolò lui incrociando le braccia- Ci divertiamo molto anche da soli. Ma almeno stando a Hogwarts non dovremmo stare da soli in quella villa.
- Oh, siete qui!- fece la voce di un paperotto che era appena entrato nella cabina. Il suo inconfondibile ricciolo biondo e quell'aria di superiorità distinguevano il loro cugino Gladstone- Allora, come vi sentite?- si sedette comodamente vicino a Donald incrociando le gambe. Donald fece una smorfia sentendosi schiacciato contro il finestrino.
- Ehi, chi ti ha detto di sederti qui?
- Oh, non ti avevo visto Donny. Dovrai fare qualcosa per farti notare cugino, basso come sei.
- È tutto così nuovo qui- disse Della, prima che Donald sferrasse un pugno sul becco del cugino- C'è davvero un mostro nel lago che dovremmo attraversare?
- Certo- si chinò di lato con la testa e inconsciamente evitò il pugno di Donald. La fortuna era di nuovo intervenuta- Dovrete stare attenti, altrimenti vi catturerà e vi trascinerà sott'acqua.
- Fandonie- commentò Donald con una smorfia e dando una spinta al cugino che cadde giù dal sedile- Della non credergli, è tutta l'estate che non fa che raccontarci storie assurde su Hogwarts- guardò il biondino mentre si rialzava e si aggiustava il ciuffo- Non credo neanche che tu sia il migliore studente della scuola, come vai vantandoti da mesi.
- È solo invidia, Donny- fece sprezzante il cugino- Vedi piuttosto di non farci sfigurare. Sai quanto sia importante che facciamo bella figura davanti agli altri. La nostra famiglia si aspetta molto da noi. Ehi, ciao- intercettò qualcuno passare nel corridoio- A dopo cugini- e lasciò la cabina.
- Sbruffone- borbottò Donald incrociando nuovamente le braccia- Solo perché è più grande di noi di un anno non significa che ha il diritto di prendersi gioco di noi.
- Magari ha ragione- fece Della guardando fuori dal finestrino- Sai, dai racconti su zio Scrooge sembra che lì vivono tante creature straordinarie.
- Della, tu credi a tutto. È impossibile che zio Scrooge abbia fatto tutte quelle cose da giovane.
- E tu Donny sei troppo negativo. Perché non provi a gustarti questo viaggio? Abbiamo così tanto da scoprire e apprendere a Hogwarts.
Donald guardò fuori dalla finestra. C'erano estesi campi d'erba e il cielo era nuvoloso. Sospirò. Non era vero che non fosse emozionato nell'andare a studiare in una scuola di stregoneria, anzi non vedeva l'ora di esplorare tutte le stanze segrete del castello e imparare nuovi incantesimi, però l'idea di essere circondato da tanti compagni e dover fare amicizia, lo metteva in apprensione. Per anni aveva comunicato solo con sua sorella o tramite lei, che idea si sarebbero fatti di lui? E se lo avessero sentito parlare?
Si toccò la gola con disagio. La sorella gli si sedette vicino.
- Sta tranquillo Donny, andrà tutto bene- disse lei gentilmente, come intuendo il pensiero del fratello- Finché staremo insieme, nessuno ci infastidirà. E poi siamo i discendenti dei famosi McDuck.
Era proprio questo che voleva evitare Donald. Quel cognome era solo sinonimo di aspettative e pressione sulle loro spalle. Meno gente sapeva che erano nipoti del famoso Scrooge McDuck, meglio era per loro. Non avrebbero dovuto dimostrare niente a nessuno e avrebbero potuto divertirsi senza sentire gli occhi puntati addosso.
- S-scusate... è libero qui?- fece una voce timida sbirciando dentro la porta scorrevole della cabina. Dietro di lui c'era un'altra persona.
I due paperotti si scambiarono uno sguardo. Donald accennò alla sorella un gesto di negazione, sapendo che lei lo avrebbe capito.
- Certo, venite pure- fece tutta allegra, mentre Donald si dava una pacca sulla fronte.
- G-grazie...- entrarono un topino e un cane alto, entrambi trascinando i loro bauli- Purtroppo tutti i vagoni sono pieni.
- Yuk, e altri invece non sembravano gradire altra compagnia.
Donald li scrutò e non si sorprese che gli altri non li volessero. Sembravano due ragazzi spaesati e impacciati. Dopo aver sistemato i loro bauli, e per poco lo spilungone non lo faceva cadere sul paperotto, il cane si sedette vicino a Della e il topo vicino a Donald.
- Piacere, io mi chiamo Mickey e il mio amico Goofy- allungò la mano inguantata a Donald per stringerla, ma il paperotto fece una smorfia e si girò verso il finestrino. Era chiaro che non gradiva avere qualcuno vicino.
- Lascia stare, mio fratello è di poche parole- si scusò Della- Io sono Della, e lui Donald. Siete del primo anno, vero?
- Già, quando mi è arrivata la lettera non ci potevo credere. Hogwarts... sono usciti da lì i migliori stregoni.
- Yuk, quasi tutti i miei numerosi parenti ci sono stati- spiegò Goofy- E mi hanno raccontato cose grandiose.
- Anche nella nostra famiglia c'è questa tradizione di andare a Hogwarts- spiegò Della- Pensa che nostro zio... auch!- Della si toccò la gamba e lanciò un'occhiataccia al gemello, che la guardava con un'espressione che l'avvertiva di non aggiungere altro. Mickey e Goofy si guardarono senza capire.
- Avete già pensato a che Casa andrete?- Goofy cambiò discorso.
- Non lo decide il Cappello Parlante?-chiese Della intrigata, anche Donald ascoltò.
- Sì, ho sentito però che non sempre è così. Nel caso, non sarebbe interessante poterlo decidere per conto proprio? A me andrebbe bene qualsiasi Casa, ma non sarebbe male Corvonero.
- A me piacerebbe Grifondoro- disse Mickey alzando lo sguardo pensieroso- Mio nonno era un Grifondoro. E anche se non sono coraggioso come lui, spero di poter seguire le sue orme. Non potrei mai sopportare di finire nei Serpeverde.
- Perché? I Serpeverde sono una Casata di tutto rispetto- fece Della offesa- Io e Donald saremo dei Serpeverde, come nostro zio.
- Sì, hai ragione- disse impacciato Mickey- Tutte le quattro Case sono importanti allo stesso modo.
Donald rimase in silenzio ad ascoltare e continuò a guardare fuori dal finestrino pensieroso.