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E buongiorno sia... ☕
"Hai segnato la mia mente, il mio corpo e il mio viso."
- black-in-the-shine
AUS DAY 45/46
Era un giorno grigio, uno di quei giorni così cupi che butteresti via appena spalanchi le tende della finestra a prima mattina nonostante il tempo si sacro; uno di quei giorni di pioggia leggera ed insignificante che ti riportano alla mente solo brutti ricordi, quel grigiore inglese che ti raggiunge ogni parte del mondo facendoti sentire nient’altro che triste. Tutta la giornata la trascorsi quindi nella più totale malinconia, i miei occhi erano carichi di tensione, se solo avessero voluto, avrebbero potuto scatenare un maremoto di lacrime da un momento all’altro e all’interno del mio setto nasale sentivo quel formicolio che provi quando vuoi sbadigliare ma non ci riesci, che tra l’altro, è lo stesso di quello che hai quando milioni di parole, fabbricate dalla mente, e che vorresti urlare a squarcia gola, non riescono a raggiungere la bocca. Pensai in silenzio, ma i miei pensieri erano così rumorosi, che avevo la sensazione che chiunque attorno a me potesse sentirne le urla; pensai a tutti coloro che mi dicevano ci vuole coraggio per partire, per andare così lontano. Si sbagliavano, e se lo pensano ancora, beh si sbagliano. Per partire ci vuole solo la giusta somma di denaro, e la voglia di viaggiare. La parte difficile è restare! Restare quando attorno a te niente è familiare, restare persino quando tutto ti è ostile, perché ci hai messo così tante energie per prendere quello di buono rimaneva di te, metterlo nella valigia, e scappare; perché la tua parte peggiore anche se non la metti in valigia ti trova ovunque tu vada. Il difficile è affrontare tutto con i mezzi che hai a disposizione, come quando il tuo aereo precipita su un’isola deserta e devi sopravvivere grazie al tuo intuito, alla tua intelligenza, alla tua forza interiore. La parte complicata è non arrendersi, anche quando l’unica persona che ti accompagna nel viaggio, è quella pezzo di te che vuole il più delle volte tornare a casa. Fortunatamente per ogni parte di te ti suggerisce di mollare; c’è una parte più debole che ti convince di continuare a provare; per ogni parte che ricorda il profumo di casa, i baci del tuo cane, l’abbraccio di una persona cara, c’è una voce che ti dice che sei l’ennesimo fallimento se abbandoni, che solo superando l’oscurità vedi la luce, che solo se affronti fino in fondo un nuovo viaggio scopri dove poi ti porterà. Il difficile è convivere con quella parte di te che ti fa sentire inetta in tutto quello che fai, che ti dice che c’è qualcosa di sbagliato in te, che non riuscirai ad ottenere quello che vuoi. Quello che mi chiesi, allora, alla fine di tutto questo pensare era: con che faccia continuo a provarci? Con quale voglia io continuo a reinventarmi? Con quanto amor proprio, nonostante quello che gli altri pensino, riesco sempre a sollevarmi? Quanti schiaffi morali riuscirò ancora a dare a chi non riesce a capire le mie scelte? Quanti invece sarò costretta a restituire ancora a me stessa? Quanti calci della vita mi metteranno al tappeto, e quante volte riuscirò invece con i pugni e con i denti a difendere la mia libertà? Certo, la libertà. E’ per questo che lo faccio, è per questo che sono pronta a morire e a rinascere ogni giorno. Per la libertà di vivere questa vita così breve, per la libertà di respirare l’aria da una montagna che poche persone hanno avuto la possibilità di scalare, per la libertà di vivere milioni di vite in una sola e poterle magari raccontare (raccontarle anche in un blog del quale non se ne importa nessuno), la libertà di dire sempre e comunque quello che credo sia giusto, la libertà di trovarsi nudi con un africano un cinese ed un maori e vedersi identici, la libertà di insegnare un giorno a qualcuno quello che significa libertà. Libera dai preconcetti, dalle forzature, dai giudizi, libera di sognare, creare, inventare, scoprire, viaggiare, sognare per vivere. Il bello è questo, il sentirsi liberi di essere e di cercare se stessi nel mondo che ci circonda. Vicino, lontano non importa. Io mi voglio libera. Io vi voglio liberi. Day45/46_21.55pm_27/02/17
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Le giornate grigie lasciano a noi soli la responsabilità di brillare.
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Momenti di poesia. Spigoli di vita, di Stefania Pellegrini
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Parole nomadi
Claude Monet
Spigoli di vita passata oggi s’affacciano a tormentare il pensiero disorientanti cupi. Avanzano lenti, incerti a restare come nubi in un cielo sfuocato. Immagini insidiose nostalgiche paiono ferme poi vanno, ma dove? Il grigiore l’opacità assilla l’indecisione logora un tempo che non sa svegliare…
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haiku del cielo lacrimevole, di Daniela Domenici Piove grigiore lacrimevole cielo vaghi pensieri
#solonuvole #cielo #grigiore #freddointeriore (presso Messina, Italy)
#fine #grigiore #condanna #debito #pena #oratoccaate