È conservata a favore della Santa Sede la dotazione dell'annua rendita di lire 3.225.000. Con questa somma, pari a quella iscritta nel bilancio romano sotto il titolo: Sacri palazzi apostolici, Sacro Collegio, Congregazioni ecclesiastiche, Segreteria di Stato ed Ordine diplomatico all'estero, s'intenderà provveduto al trattamento del Sommo Pontefice ed ai vari bisogni ecclesiastici della Santa Sede, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, e alla custodia dei palazzi apostolici e loro dipendenze; agli assegnamenti, giubilazioni e pensioni delle guardie, di cui all'articolo precedente, e degli addetti alla Corte pontificia, e alle spese eventuali; non che alla manutenzione ordinaria e alla custodia degli annessi musei e biblioteca, e agli assegnamenti, stipendi e pensioni di quelli che sono a ciò impiegati. La dotazione di cui sopra sarà inserita nel Gran Libro del debito pubblico, in forma di rendita perpetua ed inalienabile nel nome della Santa Sede; e durante la vacanza della Sede si continuerà a pagarla per supplire a tutte le occorrenze proprie della Chiesa romana in questo intervallo. Essa resterà esente da ogni specie di tassa ed onere governativo, comunale o provinciale; e non potrà essere diminuita neanche nel caso che il Governo italiano risolvesse posteriormente di assumere a suo carico la spesa concernente i musei e la biblioteca.
Art. 4 della Legge delle Guarentigie, emanata dal Parlamento del Regno d’Italia il 13 maggio 1871.
[ N.B.: La dotazione annuale, rivalutata secondo i coefficienti dell'Istituto nazionale di statistica per il periodo 1871-2015 risulta pari a 28,421 miliardi di lire, pari a 14,7 milioni di euro. Sessant’anni dopo, con la stipula dei Patti Lateranensi, lo Stato italiano versò gran parte del credito garantito con la legge del 13-5-1871. Con l’istituzione dell’otto per mille (art. 47 della legge n.222 il 20-5-1985) la Chiesa Cattolica riceve dai contribuenti italiani annualmente una somma variabile, che per il 2017 è stata pari a € 986.070.639. ]









