"Ogni scienza termina nell’inconoscibile, non vi è nulla di più vulnerabile ed effimero delle teorie scientifiche. I nostri concetti di spazio e tempo hanno solo validità approssimativa e lasciano perciò vasto campo a discordanze relative o assolute. Le nostre mura razionali ci isolano dall’eternità della natura. Siamo troppo razionali e non abbastanza ingenui, per questo la verità è nascosta ai nostri occhi.
Quanto più domina la ragione critica, tanto più la vita si impoverisce. Il razionalismo e il dottrinarismo sono malattie del nostro tempo: pretendono di sapere tutto. Invece ancora molto sarà scoperto di ciò che oggi, dal nostro limitato punto di vista, riterremmo impossibile. Ai confini della logica finisce sì la scienza ma non la natura, che fiorisce anche là dove non è ancora arrivata nessuna teoria.
L’illuminazione non è un’esperienza soprannaturale, ma un riconoscimento del reale; è un saper vedere senza schemi mentali precostituiti. Noi crediamo più alla nostra razionalità che al nostro stesso vedere, e poichè la nostra mente è limitata e condizionata, i nostri occhi vedono solo una parte della realtà. Abbiamo dimenticato che sotto il nostro mondo razionale è sommerso un altro mondo.
Noi viviamo ben oltre i confini della nostra coscienza; la vita dell’inconscio procede con noi, senza che ne siamo consapevoli. L’irrazionale non deve e non può essere estirpato. L’uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili. L’inatteso e l’inaudito appartengono a questo mondo. Solo allora la vita è completa."
- Carl Gustav Jung














