I used to have a sister
C'è stato un tempo ormai lontano in cui avevo una sorella. Più grande di me, la guardavo come credo qualunque bambino guardi ad una sorella maggiore, ossia cercando in lei non proprio un esempio da seguire (magari con un fratello, questo) ma comunque qualcuno su cui poter contare. E ci ho provato, a contare su di lei, ci ho provato eccome. Da piccolo, le chiedevo lumi sulla pallavolo, dato che Mimì e Mila & Shiro (robe da femmine che noi maschi non guardavamo ma conoscevamo) ci aveva dato a intendere che tutte le ragazze giocassero a pallavolo. Oppure le domandavo come andava col suo innamorato di turno per il gusto di lasciarla raccontare storie (probabilmente inventate o esagerate) prima di dormire. Che altro? Ah, più grande ho anche provato a chiederle il significato di qualche parola in francese (non che me ne fregasse molto ma sapevo che l'aveva "studiato"...) e magari si sarebbe sentita utile nel tradurre qualcosa. Lo facevo per lei, capite? Me ne sbattevo della pallavolo, tanto sono sempre stato monogamo per indole anche negli sport e già allora preferivo di gran lunga il calcio. Me ne sbattevo pure dei suoi ragazzi che tanto sapevo quanto ci romanzava sopra, nei resoconti serali. Me ne sbattevo altamente anche del francese, lingua che non mi ha mai affascinato. Però volevo instaurare un rapporto improntato sul bisogno, una cosa tipo bambino/sorella grande che pensavo fosse pura logica, no? Già, la logica. Quante fregature, cercandola, quanti vicoli ciechi...E comunque, il fatto è che una volta avevo una sorella. Ora non più. Perché un anno e mezzo fa ho deciso così e, a distanza di tutto questo tempo, penso ancora di avere ragione.
Il titolo in inglese? Bah, troppe serie in lingua originale, temo!
















