Sulla fucilazione di Goya
[...] Il quadro è di quelli seminali, un archetipo dei disastri della guerra impresso nel nostro immaginario collettivo come la parabola di un urlo che riappare ovunque e riecheggia in altri quadri, in altre cronache e in altre visioni.
Peraltro, è servito da ispirazione anche
all'Esecuzione dell'imperatore Massimiliano (1868) di Édouard Manet, al Massacro in Corea (1951) di Pablo Picasso e perfino al simbolo della pace ☮ creato da Gerald Holtom nel 1958.
[...] “Ero disperato. Profondamente disperato. Ho disegnato me stesso: la rappresentazione di un individuo disperato, con le palme delle mani protese verso l’esterno e verso il basso, alla maniera del contadino di Goya davanti al plotone d’esecuzione. Ho realizzato il disegno sotto forma di linee e ci vi ho messo un cerchio intorno.”
Vera o reinventata che sia questa dichiarazione di Holtom, quel madrileno in camicia bianca con le braccia alzate continua a urlarci la sua richiesta di cessate il fuoco!

















