La laurea ai tempi del Covid-19.
La prima metà della giornata passata in pigiama a fare la torta, invece che dal parrucchiere.
Il pomeriggio passato in attesa della mail che mi avrebbe comunicato il voto, in compagnia della mia famiglia (fortunatamente).
Non era così che immaginavo sarebbe stato questo giorno.
Mi immaginavo in ansia con la paura di cadere davanti a tutti in aula magna quando mi avessero chiamata.
Mi immaginavo felice nei chiostri della Cattolica a saltare le siepi.
Mi immaginavo circondata da amici e parenti.
Mi immaginavo di vivere una giornata come quella hanno vissuto le mie amiche.
Invece sono stata a casa con la mia famiglia, con in testa la corna che ha fatto la zia (e non la fioraia), mi sono vestita solo per uscire in giardino a fare le foto e ho abbracciato virtualmente le mie amiche in videochiamata.
Sicuramente una laurea che pochi possono “vantare”.
Non sarà un giorno facile da dimenticare: la proclamazione fatta dal solo voto sul sito iCatt che tarda ad arrivare.
Non sarà questo a cancellare i sacrifici fatti, i pianti nervosi, il supporto costante degli amici, gli esami sudati, la gioia infinita per i risultati.











