Disegni Grandi per Bombi Affamati
Immagina di essere un fiore che deve essere impollinato e quindi ha bisogno di attirare il maggior numero possibile di impollinatori. Ora immagina di essere un bombo che, in poco tempo, deve raccogliere nettare da più fiori adatti. Sicuramente, il bombo non può spostarsi a caso tra i fiori sperando di trovare quelli giusti: sarebbe uno spreco di energia. Allo stesso tempo, il fiore deve sviluppare caratteristiche che attraggano specifici impollinatori utili. Fino a poco tempo fa, si pensava che i colori accesi e il profumo del nettare fossero le cause principali dell'attrazione degli impollinatori. Ma sembra esserci di più dietro: esistono infatti bersagli nascosti nei motivi dei fiori che giocano un ruolo significativo nell'attirare le api.
Come si è giunti a questa scoperta? Ricerche precedenti avevano identificato specifici fattori di trascrizione ed enzimi responsabili della produzione dei pigmenti e delle texture superficiali dei petali, ma i processi iniziali che dividono l'epidermide del petalo in due regioni distinte rimanevano un mistero.
Per provare a capire il processo, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un metodo per dissezionare, preparare e osservare al microscopio minuscoli petali di ibisco. In questo modo hanno scoperto che, nelle prime fasi di sviluppo, i petali hanno circa 700 cellule verdastre, senza la tipica pigmentazione viola e senza differenze nella forma o dimensione delle cellule. Con il progredire dello sviluppo, quando il petalo raggiunge le 4.000 cellule, il viola non è ancora visibile, ma si osserva una regione specifica dove le cellule sono più grandi delle vicine: questo è il pre-modello. Tali cellule segnano la posizione del confine del bersaglio, la linea sul petalo dove il colore cambia da viola a bianco. E cosa succede senza un confine? Nessun bersaglio. E senza bersaglio? Nessuna impollinazione.
Utilizzando modelli computazionali, gli scienziati hanno inoltre scoperto che l'ibisco può modificare le dimensioni del bersaglio molto presto nella fase di pre-modellazione, regolando l'espansione o la divisione cellulare più avanti nello sviluppo. Questo processo determina lo sviluppo delle diverse regioni colorate, tra cui il bersaglio viola che attrae i bombi.
Torniamo quindi a questi insetti fondamentali: qual è la loro relazione con l'ibisco? I bombi hanno una chiara preferenza per i bersagli più grandi ed erano anche il 25% più veloci nel visitare questi fiori con bersagli di dimensioni maggiori. Questa preferenza aumenta l'efficienza sia delle api che dei fiori; infatti, il volo richiede molta energia, e se un bombo può visitare in poco tempo più fiori, diventa vantaggioso sia per l’animale che per le piante.
La precisione dei disegni naturali gioca un ruolo cruciale nella sopravvivenza e nell'evoluzione delle specie. 𝐻𝑖𝑏𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠 𝑡𝑟𝑖𝑜𝑛𝑢𝑚, ad esempio, con bersagli di dimensioni maggiori, attrae probabilmente più impollinatori, aumentando il suo successo riproduttivo. Specie come l'𝐻𝑖𝑏𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑎𝑟𝑑𝑠𝑜𝑛𝑖𝑖, invece, sono considerate vulnerabili e in pericolo di estinzione forse anche perché hanno bersagli piccoli e quindi vengono meno scelte dagli impollinatori. Accrescere la nostra conoscenza di questi disegni floreali può aiutare a sviluppare strategie per incrementare le visite degli impollinatori, fondamentale per il successo delle colture che dipendono dall'impollinazione.
A Presto e Buona Scienza!