“Il Gatto e la Volpe, presi in coppia, hanno un destino singolare: essi sono i Criminali Sventurati, figure poeticamente di grande prestigio. Non possono, come sembrerebbe ovvio, derubare Pinocchio in modo semplice e funzionale; un destino severo li costringe ad architettare frodi agguati inseguimenti, e soprattutto ad avvisare la vittima con una serie di patenti menzogne, di contraddizioni, di lapsus; insomma essi possono derubare solamente chi è fermamente convinto a farsi derubare.
(...) La Volpe è eloquente,fantasiosa, svelta di riflessi mentali, gran mentitrice anche all’ impronta: ha molto del letterato. Le sue menzogne non sono mai generiche: con la passione esclusiva del maniaco, ama il particolare, la minuzia, l’ assurda, cronachistica invenzione del vero; ma la Volpe è anche prigioniera di questa sua stupenda vocazione. Le sue menzogne trasformano le truffe e i raggiri in imprese elaborate, contradditorie, faticose, frustranti; la truffa per la Volpe è un’ allucinazione, qualcosa da perseguire come una follia, un grande amore, un vizio eroico; questo freddo retore della menzogna è un passionale, un essere inseguito dal destino.”
“La Volpe è insolente. La sua insolenza è infodata, e tuttavia, poiché la Volpe è condannata all’ astuzia, essa funziona. Infero oracolo, si dispone ad uccidere ed insieme nascostamente avverte. Potrebbe salvarlo (Pinocchio) l’ assurda casacca d’ oro e d’ argento, una favola contro una frode; ma Pinocchio ama la frode, la generosità dei ladri, il disinteresse dei ribaldi, la devozione dei falsari, la sollecitude dei saltastrada. Per cinque monete d’ oro può avere tutto: è un buon prezzo.”
“Nessuna frode può essere in atto senza che il frodatore ne dia un qualche avviso (...) è una sorta di verifica che il frodato, in qualce modo ignaro, collabora, esige la frode.”
Pinocchio: un libro parallelo (G. Manganelli)











