Un giorno, in cima alle gradinate deserte dello stadio, Garp vide Helen Holm, sola, con un libro. Salì fin su da lei, percuotendo il giavellotto sui gradini, per non comparirle davanti all'improvviso. Lei non fu affatto stupita. Lo osservava da settimane.
"Ammazzato abbastanza animaletti, per oggi?" gli chiese. "Vai a caccia di qualcos'altro adesso?"
"Fin dall'inizio," scriverà Garp, "Helen sapeva trovare le parole giuste."
"Leggi tanto che, magari, vorrai fare la scrittrice," disse Garp a Helen, quel giorno. Cercava di esser disinvolto, ma si sentiva in colpa e coprì col piede la punta del giavellotto.
"Neanche parlarne," disse Helen. Non aveva alcun dubbio a riguardo.
"Allora, magari, sposerai uno scrittore," Garp le disse.
Lei alzò il capo e lo guardò, seria seria. Gli occhiali da sole, graduati, le stavano meglio di quelli di prima, sul viso dagli zigomi sporgenti. Gli altri le scivolavano di continuo dal naso. "Se mai sposo qualcuno, sposerò infatti uno scrittore," gli disse. "Ma non credo che mi sposerò mai."
Garp voleva scherzare. La serietà di Helen lo sconcertò. Disse: "Sono certo che non sposerai un lottatore."
"Puoi esserne più che certo," disse Helen. Forse il giovane Garp non riuscì a celare il suo disappunto, perché Helen soggiunse: "A meno che non sia un lottatore che è anche scrittore."
"Però scrittore in primo luogo," azzardò Garp.
"Sì, un vero scrittore," disse Helen, misteriosa, ma forse disposta a precisare oltre cosa intendesse. Garp però non osò domandarglielo. E lasciò che tornasse al suo libro.
Impiegò molto tempo a discendere le gradinate, trascinandosi dietro il giavellotto. Possibile che non porti mai altro che quel vestito grigio? si chiedeva. Garp scriverà in seguito che scoprì di aver fantasia quando cercò di immaginarsi com'era fatta Helen Holm di corpo. "Dato che indossava sempre quel dannato vestito grigio, mi toccava per forza immaginarlo, il suo corpo," scriverà. Garp si figurava che Helen avesse un bel corpo... E non v'è nessuna traccia, nei suoi scritti, di una delusione, quando infine poté constatare com'era in realtà.
Fu quel pomeriggio, nello stadio deserto, con la punta del giavellotto lorda di sangue di rana, che T.S. Garp decise – quando Helen Holm provocò la sua fantasia – di far lo scrittore, da grande. Un vero scrittore, come aveva detto Helen.