“Io sono molto fiera di te. In questi ultimi anni, con coraggio, hai affrontato tante sfide e le hai anche vinte”.
Questi sono solo alcuni dei tantissimi messaggi che ho ricevuto, specialmente nell’ultimo periodo. Parenti, amici, ex colleghi/e che mi chiedono sempre come procede il mio nuovo lavoro. Alcuni me lo chiedono con curiosità e per puro e sincero interesse e altri ancora perché sentono la mia mancanza sul lavoro. Poi ci sono quelli che te lo chiedono per pura invidia e che sperano tu ti trova di merda o pentita di quella scelta fatta. E lo sappiamo, questo è un fatto, perché ognuno di noi ha QUEL TIPO di persona che spera in male per te (o in bene per te, ma mai meglio di lei) e tu devi essere così brava/o da far trasparire felicità da tutti i porti pure se ti senti morire dentro perché MAI bisogna dargliela vinta.
Non ho mai pensato di essere di ispirazione per qualcuno; non mi reputo la persona più giusta e non voglio nemmeno esserlo. Ma soprattutto non ho mai voluto competere con la gente. Per me la competizione è per gli insicuri, perché chi sa di essere non ha bisogno di apparire. Chi brilla di luce propria e gli arde dentro il fuoco vuole solo misurarsi con se stesso. Per se stesso. Per raggiungere i propri sogni, i propri traguardi, per superare i propri limiti.












