Ora il procuratore sostiene di non aver detto “faremo i conti col Foglio”. Ascoltate l’audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice.
(...) E’ una figura che richiede una certa statura, non morale, si capisce, ma psicologica. Richiede di essersi convinti, nel profondo, di essere al di sopra della realtà comune. Gratteri ha costruito trent’anni di carriera nell’idea, mai smentita da chi avrebbe dovuto smentirla, di essere intoccabile. Non intoccabile nel senso volgare del termine, non è questo che si vuol dire. Intoccabile nel senso più sottile e più pericoloso, cioè convinto che la realtà, per lui, sia negoziabile. Che le parole esistano solo finché lui non decide il contrario: un magistrato che inventa le interviste di Falcone e nega le proprie, un procuratore che lascia intendere di poter utilizzare la sua alta funzione giudiziaria per regolare “conti”. Questa non è arroganza nel senso corrente della parola. E’ qualcosa di più inquietante, è la tranquillità di chi non ha mai dovuto rispondere di nulla. In un privato cittadino sarebbe un problema suo. Nel capo della procura di Napoli, che ogni giorno valuta prove e chiede condanne, è un problema di tutti.













