Lei era caotica, l'uragano che attraversa la città, una di quelle che ti fotte il cuore prima che tu capisca davvero cosa stia succedendo.
Era fatta di notte, di pelle liscia e pensieri sconci, era un vestito troppo scollato o una tuta troppo grande, era un cappello che le copriva gli occhi o un mascara messo alla perfezione. Non era mai niente di preciso, niente che si potesse davvero comprendere, nessun punto fermo, nessuna costante. Lei era incostante, un luogo senza ritorno, una strada senza uscita. Era lei quando era in fissa per il fisico, ed era lei quando ogni sera voleva andare in un ristorante diverso perché le piaceva mangiare. Era lei sempre, un po' questo un po' quello, un po' tutto. Era sempre lei, silenziosa o chiacchierona, dolce o stronza, mai uguale.















