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@allaricercadiunpostomigliore
Il concetto di bastare a se stessi:
«Autàrkeia».
è l'arte di bastare a sé stessi, è «autosufficienza», è ricchezza del saggio, è fondamento imprescindibile nella ricerca della felicità.
La parola deriva da autárkēs (autosufficiente), composto di aútóg (stesso) e ápkéw, verbo che significa sia "bastare, soddisfare, essere abbastanza forte" sia "difendere, proteggere.
Il concetto bastare a sé stessi attraversa le principali correnti del pensiero antico e finisce per confluire con estrema rilevanza in due scuole: quella epicurea e quella stoica.
Epicureismo e stoicismo differiscono per molteplici aspetti, specialmente per la visione cosmica, che poi influenza le diversa visione dell'etica e del rapporto tra individuo e società. Ciò che non differisce è ritenere l'autosufficienza uno strumento indispensabile per vivere una vita felice, una vita perfetta moralmente per gli stoici, una vita priva di paura per gli epicurei.
Il punto d'incontro è dunque questo: autàrkeia è l'essere capaci di riconoscere il proprio valore, di non screditare la nostra felicità affidandola a qualcos'altro solo perché abbiamo paura di non saperla sostenere.
Bisogna concentrarsi su ciò per cui vale davvero la pena vivere. L'autosufficienza non è dunque un invito all'isolamento, non è alzare barriere ovunque: è l'esatto contrario, perché l'io è tale solo in rapporto alla vita che ha intorno, per questo l'autosufficienza è la chiave di una vita felice, ma proprio per questo una vita felice si deve poi concretizzare, perché la felicità nasce e può nascere solo in noi stessi e per noi stessi, ma è anche vero che la felicità trova un senso profondo nella propria condivisione.
«[Mi chiedi] "A quale scopo ti procuri un amico?" Per avere qualcuno a cui possa donare la mia vita, qualcuno da seguire nell'esilio, qualcuno che salverei dalla morte [.] Se l'amicizia è di per sé desiderabile, vi può accedere anche chi basta a sé stesso. [...]» - Seneca, Lettere a Lucilio, libro I, 9 (trad. it. F. Solinas)
Lei era caotica, l'uragano che attraversa la città, una di quelle che ti fotte il cuore prima che tu capisca davvero cosa stia succedendo.
Era fatta di notte, di pelle liscia e pensieri sconci, era un vestito troppo scollato o una tuta troppo grande, era un cappello che le copriva gli occhi o un mascara messo alla perfezione. Non era mai niente di preciso, niente che si potesse davvero comprendere, nessun punto fermo, nessuna costante. Lei era incostante, un luogo senza ritorno, una strada senza uscita. Era lei quando era in fissa per il fisico, ed era lei quando ogni sera voleva andare in un ristorante diverso perché le piaceva mangiare. Era lei sempre, un po' questo un po' quello, un po' tutto. Era sempre lei, silenziosa o chiacchierona, dolce o stronza, mai uguale.
Non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per fare pulizia nel tuo cammino.
Seneca
“Le donne si perdono se le costringi ad una vita noiosa, vuota e priva di attenzioni. Preoccupati dei suoi silenzi, non delle sue urla. Se è arrabbiata sei ancora in tempo, se è stanca è già tardi.”
— Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
“Sono coraggiosa e insicura. Fragile e forte. Testarda, sincera, istintiva, passionale. Sorridente, travolgente, sognatrice. Imprevedibile come un temporale estivo, delicata e colorata come un arcobaleno, sono un alito di vento, sono il calore dei raggi del sole, sono la luce delle stelle. Mi meraviglio per le piccole cose, arrossisco per un complimento, sono fatta di sguardi e di sorrisi. Sono quel tipo di donna testarda che va controcorrente, che ha sempre tante cose da spiegare, che vorrà sempre e comunque dire la sua. Sono quella che nonostante tutto trova sempre la forza di rialzarsi, quella che ha sempre mille pensieri per la testa, sono piena di sogni colorati. Sono un miscuglio di incertezza e di dolcezza, di sorrisi e cicatrici, di paure e di coraggio. Sono quella che ama restare seduta sulla spiaggia ad ascoltare il mare. Amo i baci che sanno di salsedine, i sorrisi, i chiari di luna, le favole. Sono quella che piange per un film, che si sporca il naso di panna mentre mangia il gelato, quella che ha imparato a ballare da sola. Sono quella che resta in silenzio a contare le stelle, che disegna fiori sulle sue ferite, che dice che va tutto bene anche quando le cose non vanno bene per niente. Sono quella che continuerà ad amare rischiando tutto, sempre. Anche quando fa male”
—
Chiara Trabalza
“Le lacrime agli occhi, la musica a tutto volume , un piccolo taglio viene inciso dalla mano tremante , che sarà mai, tanto non posso fare più schifo di quanto lo faccia ora
- il-tormento-degli-angeli
“Io cerco solo pace ma a stare bene non sono capace”
- Jesto
“Ti sorrido e dentro sono triste, ciò che cerco forse non esiste.”
- Madman
“Cerco il mio buon umore ma lui si nasconde”
- Gemitaiz
“Io che piango, io che rido, io che grido e basta, io che cerco di convincermi che tutto passa.”
- Irama
“C'era talmente tanta roba nella mia testa, che il mondo fuori lo sentivo appena, passava come un'ombra, la vita era tutta nei miei pensieri.”
— Alessandro Baricco
“Ho paura di guardarmi dentro e di scoprire che non sono fatto apposta per le cose giuste.”
— Fabrizio Moro