io non-
ti sei mai svegliato con quella assurda, sempreverde e mai banale voglia di soffocare? no, niente deepthroat, nemmeno corde. soffocare e basta. stramazzare al suolo, pregare che tutto finisca. no? nemmeno io, a pensarci bene. pensare di morire sì, ma non così, ho sempre avuto in mente scene di esplosioni, ferite, ustioni, portare il mio dolore via insieme ad altra gente, ché avrei paura della solitudine anche in quella occasione. mi sono sciacquata le mani nel cesso della metro, erano sudice, purtroppo ho quelle strane manie di giocare con tutto quello che ha bottoni et similia, per cui le penne le faccio scoppiare in un nulla. sono passata in ufficio, ovviamente il capo mi ha detto di essere flessibile, che gli dispiace quasi non potere darmi un regolare contratto e tutte quelle cose che con la lingua gli riescono meglio. mai fidarsi di un quarantenne sbarbato che vive ancora con mammà. ho chiamato mio padre, non sembrava stare così male, nonostante la sua dipendenza dal popper, credo. hai presente quando becchi quelli in età avanzata che giocano a fare i ragazzini? ecco. dovessi descriverlo direi giusto tre/quattro parole: cazzaro, piccolo, gesù aiuto, quelle sono due parole in una. da quanto mia madre ha deciso di rifarsi una vita -oltremodo favolosa-, quasi da invidia, lui si è lasciato andare. era tutto perfetto fino a quando non lo beccai per la terza volta di fila al club scambisti. abbiamo fatto finta di nulla, ma è stato imbarazzante. è stato imbarazzante quando ha deciso di scoparsi la mia compagna, da quel giorno ho deciso che i clienti li avrei incontrati tutti in separata sede. temo lui sappia in fondo cos'altro fa la sua secondogenita per campare, che è sempre più onesto dello spacciare… beccati questo, fratello maggiore!















