« Senti un po’… » dice, poi, continuando ad osservarlo con lo sguardo assottigliato « Tu amici maschi ne hai? Dico amici stretti, cose del genere. »
Il " senti un po' " attira l'attenzione più di quanto si aspettasse e il mento viene sollevato di qualche centimetro verso l'alto come se in questa posizione potesse ascoltare meglio le parole altrui. Una domanda finale che lo lascia riflettere per un bel paio di minuti, così da riuscire a catalogare nella sua mente le varie figure maschili. Paul sarebbe potuto coincidere con il profilo richiesto, ma quella tra lui e Damian sembra essere un'amicizia a senso unico, infatti « no, perchè? » da queste parti la curiosità mica manca.
Non sembra sorpreso dalla risposta di Damian, tanto che annuisce e stringe le labbra, come se gli stesse facendo un patpat sulla spalla con un “ti capisco” silenzioso. « Come pensavo » è invece quello che realmente dice, schioccando la lingua sotto al palato « Pure io sono sempre stato circondato di femmine. Cioè non dico in quel senso, dico anche come amiche. Peró, capisci, ci sono cose che uno puó fare solo con gli amici maschi… » tipo cose illegali, fare cose stupide, parlare di cose ancora piú stupide o di femmine. « E quindi ho cominciato a cercarmeli, no? Se chiedi a Mowbray ti dice che è lui ad aver scelto noi, ma in realtá sono io che li ho osservati...Derek e Ovid. » Damian stesso, in effetti, potrebbe aver notato che loro tre tendono a formare gruppo durante le lezioni – o anche al di fuori delle classi, ad esempio. « Il punto è » chiude la mano sinistra a pugno, col solo indice teso che prima indica verso l’alto e poi verso Damian, per provare a puntellargli la fronte una volta soltanto col polpastrello « che gli Indicibili non sono al completo. E, te lo dico apertamente, io penso che tu potresti completarlo. Sembri uno giusto, pure se non abbiamo mai parlato tanto, quindi perché no? » insomma, Damian, t’ha fatto pure la grazia di prenderti in considerazione per questo gruppo superesclusivo. « Chiaramente! » indice di nuovo verso l’alto, per un’ultima puntualizzazione « Dovresti dimostrarlo che tu sei uno giusto davvero, sia a me che Ovid che Derek. Ancora non so come, ma in ogni caso ti farei sapere come e quando. » sempre ammesso che a Damian possa far piacere – ma da come la mette il Grifondoro questo sembra quasi scontato. Chi non vorrebbe fare l’imbecille insieme a loro tre?! « Ora » richiude il libro a forma di cuore « io me ne vado » e gli basta scivolare appena col sedere sul muretto per poggiare i piedi a terra - per via delle cosce lunghe e secche come asticelli – scattando in piedi come una molla « perché ho lasciato la borsa coi libri ad Ellie, quella me la lascia in aula piuttosto che portarmela fino a qua. » giustamente, tipo?! « Peró tu pensaci, okay? » muove qualche passo a mo di gambero, in retromarcia, per poter guardare ancora Damian mentre finisce il suo discorso « E ti faremo sapere. » sorrisone e saluto militare, gira sui talloni e si allontana da lui come un vero essere umano. Una volta quasi alla soglia dell’ingresso al castello, peró, pare ricordarsi qualcosa all’improvviso « AH E PASSA ALLE PROVE DELLA BAND SE VUOI, C’è GWEN! AULA VENTISEI, DOPO LE LEZIONI! ».










