Se mi volete nella vostra vita, mi dovete dare spazio. Fare spazio nelle vostre mille cose e concedermi un angolino. Non voglio fracassare cristalli, sconvolgere equilibri, aver l'impressione di dare fastidio, nemmeno per un momento. Il solo pensiero mi fa venire la nausea. Nonostante tutto, nonostante il bisogno, mi rendo conto che non inseguo -al contrario dei protagonisti delle commedie romantiche*, il cui comportamento può essere facilmente scambiato per stalking, siamo onesti- non sto al gioco di venirvi appresso come un cagnolino. Noioso? Certo. Troppo arrendevole? Può darsi. Sintomatico di qualcos'altro che non va nella mia testa? Beh doc, è lei lo psicologo (come dice? No? Ok).
Puoi modificare certi comportamenti, ma non al punto di farti violenza, immagino.
*a volte vorrei vedere la scena finale di una commedia romantica girata in maniera realistica: il protagonista arriva all'aeroporto alla ricerca dell'amata, cercando di fermarla prima che se ne vada in Inghilterra per tre anni a spolverare le pietre di Stonehenge e così porre rimedio al prevedibile equivoco che c'è stato nel secondo atto. Salta check-in, evita metal detector e body scanner, sguscia come un'anguilla tra i passeggeri. Solo per poi essere raggiunto dalla sicurezza che, visto il clima decennale di paura del terrorismo internazionale, gli dà una sarcagnata di mazzate.