Ecco perché in questo periodo ho forse i nervi a fior di pelle, perché le cose o sono bianche, o sono nere, o meritano un "si" pieno, oppure un "no" altrettanto marcato. Ecco perché faccio più fatica a farmi "andar bene" ciò che non va, a chiudere un occhio sui rapporti che non girano bene, a ingoiare una cosa che non mi va giù. Perché quelli sono tutti "no" che vanno espressi. Normalmente provo a filtrarli attraverso il senso del dovere, i sensi di colpa, le paure e li "aggiusto". Ma ora come ora mi riesce più difficile reprimerli. E va bene cosi! Perché le "cose" (progetti lavorativi, iniziative personali, relazioni interpersonali) in questo periodo mi sembrano vecchie, superate, nelle quali non mi riconosco più, come zavorre da sganciare. Perché ho la necessità impellente di un momento di silenzio. Per capire se la vita è un gioco, una battaglia, o un errore di valutazione!