Attenzione caduta frutti di ippocastano - 2
Illustrazione di Lucrezia Chiarle - Ippocastani Amalia M. (qui c'è la prima parte) La casa aveva un aspetto in qualche modo corroso. C’erano macchie di ruggine in tutte le vasche, il pavimento sembrava sgretolarsi lentamente, perdendo polvere grigia che non riuscivo a lavare via. Il secondo giorno avevo comprato detersivi specifici per ogni superficie, stracci e spugne e una scopa nuova, e per tutta la giornata non avevo fatto che disinfettare ogni angolo. Nonostante questo, ogni mattina mi svegliavo in apnea, le narici impastate fino al cervello per colpa della mia allergia alla polvere, che in quel periodo era particolarmente acuta. Dalla stufa a gas venivano fuori piccole esplosioni che mi terrorizzavano. Era semplicemente una bombola attaccata a un fornello attaccato a un grosso tubo metallico che saliva fino al soffitto, infilandosi di stanza in stanza attraverso buchi nel muro. Non c’era alcun modo di regolare la temperatura o programmare le ore di accensione, la temperatura si limitava a salire gradualmente per tutto il tempo che la stufa restava accesa, la qualità dell’aria che peggiorava in modo avvertibile. A metà della notte, qualcuno doveva alzarsi a spegnere il gas. Di solito era lui che svolgeva le incombenze necessarie, e intendo tutte le incombenze necessarie, ma ero io che mi alzavo a un certo punto per spegnere la stufa, perché ne ero terrorizzata. Quando mi alzavo, la casa aveva praticamente esaurito l’ossigeno e la temperatura era di qualche grado superiore a quella in cui è salutare dormire, eppure nel giro di un’ora i muri e l’aria sarebbero tornati gelidi e io avrei premuto la schiena contro il suo petto per farmi stringere. Nessuno sembrava aver progettato niente, in quel posto. Lo stato di abbandono durava da così tanto tempo che perfino gli oggetti nuovi ne sembravano contagiati. La cucina era moderna, laccata di blu, chiaramente comprata da poco, eppure tre ante pendevano leggermente oblique, e uno dei fornelli non funzionava. Il tavolo di resina rosso aveva una serie di bollicine marroni dove qualcuno aveva posato una teglia troppo calda. Una cosa del genere non può che stringerti il cuore, giusto? Quel tipo di bellezza ci abbagliava al punto che non solo cancellava le cose sgradevoli ma eclissava anche le cose belle. Amavo quella casa come un animale storpio che sapevo di non poter tenere. A volte pensavo che lui avesse preso anche me, anni prima, come aveva preso quell’appartamento: non si sa perché e senza dirlo a nessuno. Ma ora sentite questo: la porta di ingresso invece che essere semplicemente rettangolare terminava con un piccolo arco. La ringhiera delle scale era in ferro battuto, con tralci e fiori che la ruggine non aveva intaccato. Il forno, a colonna, era messo ad un’altezza perfetta per le mie mani, e infilarci le braccia nel calore, restando in piedi, sfilando con gesti rapidi e confortevoli una teglia profumata mi faceva sentire al posto giusto. Il bagno, minuscolo, era completamente blu, le piastrelle, il pavimento, il lavello, il bidet, la tazza, la minuscola vasca; così comprammo anche una tenda da doccia di plastica blu e la stanza cominciò a emanare una dolce e silenziosa luce da acquario. Il soggiorno aveva un minuscolo balcone che affacciava sulla discesa, sospeso ad appena due metri da terra, a sinistra della porta di ingresso: una volta passai mezz’ora a soffiare bolle di sapone nell’aria gialla del tramonto, mentre le castagne sotto di me rotolavano via, spiccando salti quando urtavano il bordo delle pietre del lastricato. Non ricordo quando è stata l’ultima volta che sono stata in quell’appartamento, come non ricordo di averci mai fatto l’amore. Il fatto che non lo ricordi non significa che non sia successo, ovviamente, eppure sono certa che significhi qualcosa. I frutti di ippocastano sono esattamente come le castagne, e sono più grossi e pieni e invitanti e i gusci hanno spine più morbide che non pungono; sono solo leggermente tossici e molto amari, ma credo che sia quest’ultima la ragione per la quale nessuno li mangia.









