Molte persone nella loro vita si trovano coinvolte a dover affrontare negatività, eventi drammatici, traumi, perché sono dipendenti dall’istamina. Tale situazione può derivare da abitudini nocive, come una dieta con alimenti ad alto contenuto d’istamina, una condizione pesante di stress che aumenta in modo esponenziale il livello di produzione istaminico, la scelta di non dedicare tempo e attenzione ad affrontare e guarire i traumi che la persona ha vissuto in passato.
Le parole dramma e trauma hanno le proprie radici nella lingua Greca. Dramma viene dal verbo “drao”, che in origine significava “agire” o “fare”, e letteralmente si riferisce a una rappresentazione teatrale.
Il dramma è uno schema comportamentale secondario conseguente al trauma ed è una forma di autosabotaggio e di autopunizione che crea una forte dipendenza.
In greco trauma significava “ferita”. Oggi con tale termine s’include qualsiasi situazione in cui ci si sente sconvolti, impotenti e si sperimenta un’intensa paura di morire.
Il trauma ha come conseguenza una riorganizzazione ormonale e chimica del corpo oltre a quella del cervello modificandoli e lasciando loro cicatrici di natura psicologica.
Alcuni di questi traumi possono avere una spiegazione biologica, ad esempio si potrebbe aver sperimentato una forma di maltrattamento, abuso fisico o emotivo, trascuratezza o bullismo…. La morte improvvisa e inaspettata di una persona cara, il divorzio o proprio o di persone care, un trasloco, un incidente, le difficoltà di parto, le difficoltà finanziarie, la derisione, la rottura di un legame di amicizia, la perdita del lavoro, rivolte e disordini pubblici, relazioni interpersonali violente, mobbing sul posto di lavoro, la perdita della fede in Dio, un intervento chirurgico, un aborto, problemi legali, la carcerazione, la guerra, il servizio militare, la perdita della casa, l’essere vittima di un crimine, una catastrofe naturale, subire o essere testimone di una violenza oltre a tutto ciò che in qualche modo scuote il sistema di sicurezza e la fiducia nelle proprie capacità di prevedere come si evolvono le situazioni.
Le quattro possibili reazioni al trauma sono:
• Lotta: lottare e opporsi al trauma;
• Fuga: fuggire dal trauma;
• Blocco: congelamento;
• Adulazione: cercare di assecondare e compiacere le persone coinvolte nel trauma.
Più traumi una persona vive, più diventa ipervigile e teso. Come affermano gli studi del Dot. Bessel Van der Kolk il corpo può adattarsi all’ambiente che lo circonda, in modo che le situazioni che inizialmente sono causa di disagio diventino emozionanti e piacevoli.
I cambiamenti che potrebbero verificarsi nel cervello e nelle ghiandole surrenali dopo il trauma, potrebbero rendere la persona sensibile al dramma e alla negatività portandola ad adottare specifici comportamenti quali ad esempio: la ricerca di approvazione, obbligarsi a fare qualcosa, l’indecisione, l’assenza di pianificazione per il futuro, stressarsi per impressionare gli altri, comportarsi come un martire, pensare solo al futuro, e altro.
Il cervello e il corpo, a seguito di ciò, possono diventare dipendenti da quelle esperienze e ciò fa si che si creino inconsapevolmente nella propria vita altri traumi e drammi, tali da diminuire la propria energia vitale.
Se questo non bastasse, lo stress e gli eventi drammatici possono causare anche aumenti di peso. Infatti, l’istinto porta la persona a immagazzinare grasso corporeo, come risposta a paure inconsce. In tali situazioni aumenta quindi il desiderio di cibo spazzatura che di conseguenza fa aumentare la ritenzione idrica, salire di peso e aumentare il gonfiore.
Spesso diventa difficile riconoscere i traumi, e nel momento in cui si vivono situazioni di stress, ci si dovrebbe fermare e chiedersi il motivo che spinge così tanto a mettere il piede sull’ acceleratore della propria vita, o da cosa/chi stiamo scappando. Riconoscere ed essere consapevoli di se stessi, dei propri processi interni dà un estremo senso di sollievo e consente di uscire in modo facile e agevole dal circolo colpa/vergona. Così la vita acquista un senso e diventa più facile capire se stessi.
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Molte persone che vivono un trauma sminuiscono l’accaduto e tendono a dire: “in fondo, non è stato nulla di che”. Tale reazione di evitamento, si presenta quando si vuole evitare ricordi dolorosi, minimizzandone l’impatto. I sintomi associati al trauma sono: incubi ricorrenti o flashback, incapacità di contenere la paura, rimanere sconvolti da qualcosa che innesca ricordi dolorosi, una perdita d’interesse per le attività e le relazioni interpersonali cui un tempo eri appassionato, depressione, un senso d’insicurezza, ansia, irritabilità, panico, iperattivazione, insonnia e disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, dissociazione, perdita di memoria, problemi cronici di relazione, dipendenza, comportamenti ossessivi compulsivi.
A livello alimentare un forte desiderio di cibi fermentati, come panna acida, formaggio, aceto balsamico, vino rosso, sottaceti, yogurt e tofu, potrebbe segnalare la presenza di un’intolleranza all’istamina e anche una dipendenza dall’istamina stessa.
L’istamina è un neurotrasmettitore prodotto dai mastociti del corpo in risposta agli allergeni, al freddo, allo stress e agli eventi drammatici. E’ presente nella maggior parte di alimenti e bevande, alimenti quali soia, alcol, salumi, formaggi e aceto, oltre a quelli fermentati ne sono ricchi. Altri anche se non ne sono ricchi ne rilasciano una gran quantità.
Fortunatamente, ci sono risposte e soluzioni, e il primo passo è riconoscere i tuoi schemi mentali e comportamentali.
Una corretta disintossicazione fisica, emotiva, spirituale e menale oltre che degli ambienti che ti circondano, può essere di grande aiuto sotto tutti i punti di vista.
Analizzando le proprie situazioni di stress si può decidere di ricorrere a comportamenti salutari alternativi quali:
chiamare un amico, un counselor, annotare le tue emozioni e i tuoi sentimenti su un diario, sostituire lo stresso con lo stretching, uscire per una passeggiata nella natura, fare giardinaggio, coccolare e farti coccolare da un animale domestico, dedicarsi a qualcosa di artistico e creativo, impegnarti in una pratica spirituale, ripulire casa dal disordine e dagli oggetti di troppo, ascoltare musica rilassante, fare un bagno caldo con Sali marini, concederti un massaggio o trattamenti shiatsu o di riflessologia plantare, bere tisane a base di camomilla o iperico, usare oli essenziali alla lavanda o agli agrumi, assumere melatonina o valeriana, ascoltare musica meditativa, evitare l’esposizione o l’uso prolungato di apparecchi elettronici, seguire pratiche spirituali o religiose, meditare, praticare yoga o altri sport rilassanti.
Se ti trovi a ricadere in schemi di yin o yang oscuri (competitività, controllo, autodistruttività, insicurezza, dipendenze) è il segno che è arrivato per te il momento di riprendere in mano la tua vita, e far di nuovo fiorire la tua energia vitale e la tua luce interiore. Agire quindi ti aiuta a scaricare l’energia repressa. Quando fai brillare la luce che è in te, ispiri gli altri a fare altrettanto. Diventi una candela che porta nel mondo una luce necessaria.