Il fenomeno è piuttosto ordinario: un soggetto W idea una battuta che piace alla maggioranza, se non alla totalità, del gruppo amicale a cui appartiene. La prima enunciazione della battuta è originale, stra-ordinaria, introduce insomma una regola nuova. Ciò si riflette sulla risata ad essa correlata, che acquisisce tutti gli attributi di cui sopra. Si ride, è gioia. Dopo di che però, un soggetto Z del suddetto gruppo amicale ripete la battuta, più volte e in più contesti. Si è portati a ridere, se non altro per mera accondiscendenza o quieto vivere, ma la battuta in questo caso ha perduto tutta la sua vivacità. Spieghiamo ciò in due modi:
1. in riferimento alla non idoneità del soggetto Z, che o non la riesce a recitare in modo consono o la cala in contesti del tutto inappropriati.
Detto questo, invitiamo timidamente a superare il candore della falsa risata, e a far notare all’abusatore il danno che sta recando prima alla simpatia, e poi alla comunità a cui appartiene.