by Gilad Benari
seen from Malaysia
seen from United States
seen from Tunisia

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from China
seen from United States

seen from France

seen from United States

seen from Greece

seen from Greece

seen from Spain

seen from Greece
seen from Australia

seen from Switzerland

seen from Indonesia

seen from Malaysia

seen from France
seen from Jordan
by Gilad Benari
stand.
non fa molta differenza come la pittura viene applicata, fintanto che qualcosa viene detto. la tecnica è solo un mezzo per arrivare a una dichiarazione più elevata; tela di carne sotto i miei artigli. quella situazione era formata da mille altre precedenti per le quali io e lei, in quel preciso istante, finimmo in quella posa. conoscere emozioni basilari non era stipulato nell'accordo che avevo redatto tra me e la mia marcia anima e quella ragazza ch'ora trattenevo riuscì a trattenere me; essere privo di pudore e padrone. per lei nutrivo pura ossessione, pura gelosia, pura rabbia. era un essere incontaminato ed assoluto era ciò che, come una lama d'argento nel petto, m'infliggeva. come avrei potuto posare su essa occhi licenziosi quali i miei se nei suoi diamanti scorgevo girasoli di van gogh e sulle sue labbra monet v'aveva posato vermigli papaveri? contro la mia stessa volontà, comunque, cercai il suo sguardo e ciò che di più insano giaceva tra le mie costole scalciò senza misura; cruore interrotto bruscamente dai respiri inesistente di lei. prossimo era il suo corpo al mio; nonostante ciò, risultava irraggiungibile. questo il mio unico pensiero mentre tentavo invano di contenere i miei impulsi verso la sua figura. il desiderio di toccarla, di fare mia quella pelle d'angelo, ce l'avevo nelle ossa. radicata lì ormai da giorni. come anche lo era la smania d'uccidere e di placare le voci che mi seviziavano le cervella; sociopatico senza ragione. mi raccolsi ed attaccai come l'aquila alta nel cielo che piomba sulla pianura attraverso le nuvole oscure per prendere qualche agnello tenero. tale era il mio corpo che s'impossessava del suo. le terminazioni dei miei palmi fremevano; volevano catturarla. così, guardando quel suo bel corpo, l'agguantai proprio ove la clavicola divide il collo dalle spalle, sulla gola. e come nel cuore della notte s'avanzava sirio, la stella più bella nel cielo, così risplendevano le iridi di ella al chiarore della luna che, silenziosa, trapelava dalla scura. là, le puntai i miei labbri; spade acute che non trafissero la trachea, così che potesse parlare e rispondere mentre io m'accingevo a godere della sua freschezza. stesso preciso punto ch'era passaggio intermedio tra ciò che bramavo carnalmente ed il prezioso tesoro che m'aveva già donato. e non mi sarei fermato se proprio quello stesso gioiello non mi si fosse palesato dinanzi agli occhi, quasi a rivendicare i sentimenti e le parole dette che stavo mandando al diavolo. allora abbandonai l'idea di farla mia quella sera e le puntai gli occhi nei miei. volevo che percepisse lo squallore del mio essere; volevo che mi dipingesse e che imprimesse il mio viso nella sua mente. e nonostante ciò che si possa pensare, l'avevo fatta mia ugualmente. lei, che credeva di essere una delle tante. io, che la consideravo l'unica.
Just here to say I’m proud of my boys
Not sure who the old lady is, I’ll get back to you on that
Martin Solveig - Jealousy (par Martin Solveig)
preuve ultime (lol) qu'on peut faire de la bonne musique grand public qui prends pas la tete, et qui est facile a écouter, peut importe les gouts musicaux.
est ce que c'est une bonne chose, c'est un autre débat passionnel (?)
I have to be at school in 15 minutes and i'm just sitting here in my pj's browsing and hating (jaelousy) on soft grunge blogs
Have you ever looked at someone and think "I wish I could call you." Because you see how that person is such an awesome friend/partner to the other and all you could feel was jealousy consuming your heart