Jamie Branch by Abdesslam Mirdass
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Jamie Branch by Abdesslam Mirdass
Anteloper - "Earthlings"
Jaimie Branch: Cutting Records In The Old School Sense
Jaimie Branch - solo trumpet - at Muchmore's, Brooklyn - Feb 6 2018
Jamie Branch ! Anthem International Recordings - Chicago
https://www.youtube.com/watch?v=a6ceFg0-JJM
JAMIE BRANCH, FLY OR DIE II: BIRD DOGS OF PARADISE
È uscito qualche settimana fa il nuovo disco di Jamie Branch, ospite proprio lo scorso anno di Novara Jazz Winter, in un intenso concerto al Piccolo Coccia. Il titolo del disco edito da Borguez è Fly or Die II: Bird Dogs of Paradise"? Non credo che la metafora del volo e la simbologia degli uccelli sia legata "solo" all'evocazione della libertà. L'uccello è un essere poco addomesticabile, è un essere a suo modo misterioso, chiuso nella sua impenetrabile individualità. Come sono gli uccelli dell'ultimo lavoro di Jamie Branch e forse che i cani "da uccello" siano proprio i musicisti? del resto, se non fossero stati strani, non avrebbero nemmeno popolato il disco della trombonista di Brooklyn. Guarda caso, che io ricordi, solo un’altra tromba si era occupata di volatili, ed è quella di un certo Miles Davis in "Bird of Paradise" (omaggiato dalla Branch nel primo brano che porta lo stesso titolo), ma forse lì i riferimenti erano più diretti e meno aleatori. Qui invece nella foresta occorre procedere col macete tanti e tali sono gli intrecci e i riferimenti musicali, con una sola certezza, già espressa in altri lavori, che per non morire è necessario volare. Suoni ipnotici e sotterranei, ritmi profondi, voci stridule di uccelli e una tromba che è la guida sicura per continuare a percorrere la foresta che urla nel brano introduttivo. Ma nel disco non c'è solo natura, c'è anche l'America dolente e urlante di "Prayer for Amerikkka pt 1 & 2" con cui fare i conti. Di che America si tratta? Inutile dirlo, quasi uno "sprecht-gesang” contro Trump che contiene un po' di tutto e che si apre facendoci partecipare ad una veglia-blues del Delta e ci fa terminare come fossimo alla Fiesta de San Firmin. Poco dopo un magnifico "Lesterlude" con una Tomeka Reid che sembra appena uscita da un set con il Kronos Quartet. E che dire della focosa gioia di "Twenty-three n me, jupiter redux", dove sembra che Jamie abbia prestato la sua tromba a Sid Vicious e che lui, persosi nel bosco, incominci a "dare di matto" (cosa che gli riusciva anche particolarmente bene). Ma non temete, c'è spazio anche per il divertimento nella voliera di Jamie; ecco a proposito la tromba cristallina e melodiosa in "Nuevo roquero éstereo" godibile, leggera e vagamente caraibica. Chi sono gli altri "birdwatchers" oltre a Jamie Branche? Tomeka Reid al violoncello, Jason Ajemian al contrabbasso, Chad Taylor alla batteria. In fondo, parafrasando Rudy Fucks, possiamo ben dire che "i critici per i musicisti sono come gli ornitologi per gli uccelli" ed è giusto che sia così.
JAMIE BRANCH "FLY OR DIE"
Jamie Branch, Lester St. Louis, Jason Ajemian, Chad Taylor
Music Unlimited, Wels, Austria, November
(photo by me)