Haidi commenta un brano di Amleto
Amleto: […] Che opera d’arte è l’uomo, com’è nobile nella sua ragione, infinito nella sua capacità, nella forma e nel muoversi esatto è ammirevole, come somiglia a un angelo nell’agire, a un dio nell’intendere: la beltà del mondo, la perfezione tra gli animali – eppure, per me, cos’è questa quintessenza di polvere? L’uomo non ha incanto per me – no e neanche la donna, anche se mostri di crederlo col suo sorriso.
L’umanità è l’archetipo della macchina perfetta, tutti i meccanismi funzionano in modo organizzato e preciso. La perfezione però comporta aspetti negativi perché come possiamo essere perfetti nel bene, lo siamo anche nel male. L’uomo, essere eccezionale, si può trasformare in uno dei più orribili mostri e può provocare il dolore più atroce. Noi tutti possiamo essere ridotti ad un contenitore vuoto, vuoto di emozioni, vuoto di compassione, vuoto (anche se incredibile) di umanità. La perfezione è solo una facciata, gli ingranaggi che guidano il nostro corpo sono soltanto la copertina che avvolge il libro. Siamo bravi nel mascherare l’inconsistenza che sta alla base dell’umanità, un sorriso falso e una parola dolce bastano per mascherare il disprezzo e il disgusto. Quindi l’uomo è soltanto una grande macchina organizzata a nascondere ciò che veramente sta alla base dell’umanità ed è perfetta a camuffare tutto quello che contrasta l’immagine che si vuole creare.
[ Haidi Myrtaj ]














